Pazzini nel finale dà i tre punti ai viola
Menomale che aveva solo 60' nelle gambe. Giampaolo Pazzini, al rientro dopo un lungo infortunio, proprio nei minuti finali segna la doppietta che vale tre punti per la Fiorentina. La sfida con l'Atalanta finisce 3-1 ed è un risultato giusto alla luce di un grande secondo tempo viola. Proprio Pazzini aveva cercato il gol con grande decisione, mancandolo due volte per una questione di centmetri. Bella partita e Atalanta che non esce affatto ridimensionata: nel primo tempo i ragazzi di Colantuono hanno tenuto benissimo il campo. Solo un calo nella ripresa, seguito da una conseguente minore efficacia nel pressing, è stato fatale. Ma attenzione: Doni e compagni hanno tutto per dare grattacapi a molte squadre.
PRIMO TEMPO - Prandelli deve fare i conti con le assenze di Santana e Toni (il centravanti, reduce da una settimana tormentata, in cui alla metatarsalgia si è aggiunta la febbre, non è neppure in panchina) e punta su un tridente inedito che affianca al rientrante Pazzini la qualità di Mutu e Jorgensen. A centrocampo l'altro ex Montolivo è preferito a Gobbi e Blasi. Colantuono si affida al 4-4-1-1 che gli ha già dato molte soddisfazioni, con Donati in regia al posto di capitan Bernardini, infortunato. La gara è subito vivace anche per merito degli ospiti, che non rinunciano mai a giocare. La Fiorentina dopo un inizio piuttosto deciso arretra e lascia spazio alle geometrie bergamasche, ben orchestrate da Doni, pronto per l'eventuale convocazione di Donadoni, che si muove bene tra le linee. E così al 25' il vantaggio di Migliaccio (primo gol in serie A), liberato da un rimpallo sul braccio di Pasqual dopo una punizione di Doni, non stupisce nessuno.
Ma i viola hanno il merito di trovare subito il pari: Ujfalusi va via sulla destra e crossa per Pazzini, Calderoni si salva sul colpo di testa del centravanti ma non può nulla sulla ribattuta di Mutu. La partita si mantiene brillante, con l'Atalanta che va in leggera sofferenza dopo aver subìto l'1-1. Jorgensen al 37' si vede ribattere un bel destro da Rivalta, prima di uscire per infortunio (botta dietro l'orecchio e visita precauzionale in ospedale). Ma il verdetto di parità di fine tempo è sostanzialmente equo, con le squadre che vanno al riposo con qualche polemica (De Marco non punisce una trattenuta di Doni a Mutu, il rigore poteva starci anche se non sembra evidente).
SECONDO TEMPO - Si riparte con le squadre che non si accontentano del pari. Ma è la Fiorentina a giocare meglio. Come sempre Liverani quando non subisce un pressing ossessivo è un regista meraviglioso. I ragazzi di Prandelli offrono notevoli bagliori: al 10' gran palla di Mutu per Pazzini in verticale, il giovane attaccante si allunga per uno splendido diagonale che si perde a lato di pochissimo. Ancora Pazzini sfiora il gol per due volte (clamorosa l'occasione in cui il giovane centravanti anticipa Calderoni di testa con la palla che esce di pochissimo).
Ora i viola meriterebbero il vantaggio: l'Atalanta fa fatica a ripartire e gli innesti dalla panchina (Adriano, Soncin ed Abejon) non riescono a dare un contributo apprezzabile. Il giusto premio per la Fiorentina arriva nel finale: Pazzini fa esplodere l'Artemio Franchi dopo una prima respinta di Calderoni proprio al 45' e nel recupero, con l'Atalanta tutta in avanti, trova il gol che chiude i conti. Bentornato.
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