Spalletti:"il mio futuro? Vediamo a fine stagione.."
«Con la dottoressa Sensi mi sono già incontrato un po' di tempo fa e giornalmente ho a che fare con Pradè e Bruno Conti, che sono i direttori all'interno di Trigoria. Con la dottoressa mi rivedrò a fine stagione e poi si faranno i bilanci. Si tireranno le somme di quello che è stato il lavoro di tutto l'anno. I bilanci si faranno in quel momento, in base al lavoro fatto ed ai comportamenti avuti». Luciano Spalletti risponde così, nel corso della conferenza stampa della vigilia di Roma-Chievo, a chi gli chiede del suo futuro e sia ipotizzabile un addio al club di Trigoria. «Si fa così - continua Spalletti -, come in qualsiasi azienda. Dobbiamo fare delle valutazioni, vedere le responsabilità. E di conseguenza tireremo le somme».
HO SEMPRE LA FIDUCIA DELLA SOCIETÀ - Ma il ciclo di Spalletti alla Roma è finito? «Qualcosa è cambiato - risponde l'allenatore - nel senso che prima si facevano risultati migliori ed ora peggiori, e questo sposta le cose in un ambiente dove la forza sono i tifosi. Per il resto, quando uno s'impegna e cui mette tutta la passione che ha nulla può e le cose vanno accettate. A me la società non ha detto che non c'è più la fiducia di una volta. Io faccio parte del gruppo e devo adeguarmi a quelle che sono le prese di posizione da parte della società».
RITIRO? REAZIONE COMPRENSIBILE - «A proposito del ritiro - continua Spalletti - penso sia legittimo da parte della proprietà intervenire, e anche comprensibile visto l'impergno l'amore e i soldi che uno mette dentro una situazione, in un momento in cui i risultati non vengono. Sapete come io la penso sui ritiri, però in funzione dell'impegno che la dottoressa Sensi ha sempre messo è una reazione che si può capire».
IL CASO DONI - Poi si passa alla prossima sfida dell'Olimpico. A partire dall'ennesima esclusione di Doni, prossimo all'operazione per il problema al tendine rotuleo del ginocchio destro che lo affligge da tempo. «Io l'avevo rifatto giocare, ma ci avevo parlato, sentendo anche il parere dello staff medico. Poi quando ha avuto difficoltà ho fatto giocare Artur, sempre a seguito di un dialogo con Doni. Io credo di aver fatto tutto il possibile, senza forzarlo. Se uno cerca di fare quadrare le cose e poi magari si sbaglia ulteriormente, non dipende tutto da lui».
IPOTESI ROMBO - Contro i veronesi sono tornati tra i convocati anche Vucinic e Menez, ma la disposizione tattica è ancora da decidere, vista la squalifica di Pizarro: «È possibile anche il ritorno al rombo. Tutto si valuterà per bene. Ci sono a disposizione anche altri calciatori che possono darci possibilità importanti, come Vucinic e Menez, ma valuteremo con calma. Brighi in posizione centrale? È un'ipotesi: quando lo si mette a fare la mezz'ala destra, lui poi va spesso a tagliare sul terzino, da esterno si inserisce sempre. Quello che è importante, comunque, è avere giocatori con caratteristiche diverse e qualità».
SERVE FORZA MENTALE - Infine sul Chievo, avversario difficile in lotta per la salvezza fino all'ultimo. Squadra da cui si può anche imparare. «Si vede quello che è riuscito a fare Di Carlo: ha invertito i risultati e la classifica attraverso il gioco, la ricerca, il comportamento disponibile al sacrificio. Se si guarda la gara persa con l'Udinese, ci si rende conto di quanto il risultato finale (2-1, ndr) abbia penalizzato il Chievo. Ma siamo noi i primi a dover mettere a posto qualcosa nella nostra squadra. Nell'ultima partita di Firenze, comunque, non ho visto una Roma così brutta come poi è venuto fuori. Ora siamo noi a dover fare qualcosa nella personalità e sostanza. Non bisogna essere fragili da un punto di vista mentalef».
FONTE: Corrieredellosport.it

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