Albano Bizzarri

Albano Bizzarri (foto dalla rete)

Forse solamente in pochi ne sono a conoscenza, ma sul finire degli anni novanta, Albano Bizzarri, attuale secondo portiere della Lazio, veniva considerato come uno degli astri nascenti del ruolo. Ad un punto tale che, dopo essersi formato dal 1995 al 1999 nel Racing Avellaneda, l’estremo difensore argentino approdò al club di maggiore fama al mondo: il Real Madrid. Con la maglia delle Merengues, Bizzarri collezionò complessivamente 27 presenze in un anno e mezzo circa di militanza, vincendo anche la Champions League edizione 1999/2000, seppur con una sola presenza nella manifestazione.

Il rapporto con i Blancos non proseguì nel migliore dei modi e il numero uno argentino si trovò costretto a ridimensiore le proprie ambizioni finendo con il trascorrere altri 7 anni in Spagna, ma in squadre di blasone notevolmente inferiore come Real Valladolid (6 anni) e Gimnastic (un anno, l’ultimo in terra iberica). Il club di Tarragona (stagione 2006/2007) non riuscì ad evitare la retrocessione in Segunda Division e a giugno del 2007, mentre era in regime di svincolo in virtù della scadenza prossima del suo contratto, Bizzarri venne acquistato a parametro zero dal Catania di Pietro Lo Monaco, uno dei maggiori conoscitori del calcio argentino.


Dopo una prima stagione da riserva, l’estremo difensore sudamericano si impose anche grazie alla fiducia dell’allora tecnico etneo, Walter Zenga. Nella stagione 2008/2009, Bizzarri divenne titolare inamovibile e disputò un’annata straordinaria, al punto da attirare le attenzioni della Lazio. La società capitolina decise di puntare sul portiere argentino e lo acquistò a parametro zero con l’intenzione, dopo il fallimento di Juan Pablo Carrizo, di sfruttarlo come chioccia del giovane e acerbo Fernando Muslera.

Quello che avrebbe dovuto rappresentare il salto di qualità per Bizzarri, divenne invece una sorta di pietra tombale sulla sua carriera: l’inesperto Muslera fu scelto come titolare inamovibile da Ballardini prima e da Reja poi, mentre all’argentino rimase solamente la vetrina dell’Europa League, da cui la Lazio venne sbattuta fuori anzitempo da Salisburgo, Villareal e Levski Sofia.

Durante la stagione appena conclusasi, addirittura, si ritrovò ad essere terzo portiere dietro anche a Tommaso Berni, appena rientrato dopo il prestito alla Salernitana, finendo con non giocare nemmeno un minuto con la maglia biancoceleste.

Venerdi sera, dopo aver riassaggiato l’adrenalina di una gara ufficiale nel ritorno in Macedonia contro il Rabotnicki valevole per l’ultimo turno preliminare di Europa League, si ritroverà ad essere il titolare della Lazio nell’esordio in campionato contro il Milan. Federico Marchetti, infatti, attuale numero uno dei biancocelesti, dovrà scontare una squalifica rimediata lo scorso anno durante una gara della Primavera del Cagliari, giocata per i noti contenziosi con il presidente dei sardi Cellino. Tra poco più di 24 ore, Albano Bizzarri avrà l’opportunità di cacciare via due anni di buio a suon di parate, facendo ricredere chi ha preferito puntare su altri giocatori, chi ora si ritrova costretto ad affidarsi a lui a causa di una serie di contingenze. Come sempre, domani sera, il campo sarà giudice inappellabile.

Emanuele Mastrangeli

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