Altra deprecabile pagina offerta dal calcio italiano. Una vergogna infinita che rischia di allontanare molti tifosi, quelli veri, dagli stadi.

Un momento della contestazione del "Ferraris" (foto dalla rete)

Domenica 22 aprile, si scrive un’altra pagina  nera del calcio italiano. Quel calcio che solo pochi giorni prima aveva pianto la morte del povero Piermario Morosini, deceduto sabato scorso a causa di un malore durante PescaraLivorno. Ma si sa, nel nostro paese si predica bene ma si razzola male, molto male, con l’ipocrisia che regna sovrana nel calcio. Il calcio, infatti, è l’emblema della società odierna, con problemi, episodi da condannare che la stanno facendo da padrone ai primi 12 anni del terzo millennio. Eppure fino a una settimana fa eravamo tutti convinti di un cambiamento perché, sapete, la morte di un ragazzo educato, perbene, può cambiare un qualcosa, può modificare, in positivo, un mondo pallonaro sempre più malato e ipocrita.

Purtroppo ancora una volta tutti siamo stati illusi. Illusi di poter ridare senso alle domeniche, illusi di poterci vantare di essere dei tifosi di calcio, illusi da episodi che stanno cominciando a stancare. A Genova, ieri, si è consumato l’ennesimo atto vile, deprecabile, con alcuni “supporter” di fede genoana che hanno apertamente contestato la propria squadra, sotto 4-0 contro il Siena. Non ci addentriamo nei fatti perché sono di una bassezza disarmante, anche perché non vorremmo dare altri minuti di “protagonismo” a questi signori qui. Alcune considerazioni, però, le vorremmo fare: ma al “Ferraris”, già teatro di quella “famosa” Italia – Serbia, esiste un piano di ordine pubblico?


E’ possibile essere ostaggio di 60 persone? In Italia, comunque, non è una novità. Ormai molti episodi, molte persone, hanno la meglio sulla civiltà della maggior parte del popolo italiano. La speranza di cambiare tutto esiste, anche perché se si perde quella è veramente finita, ma ci vuole maggiore educazione, maggiore senso civico e molti più fatti rispetto a mille parole; perchè non applicare le leggi esistenti in materia? Non è che, con il 1′ di raccoglimento per un ragazzo che non c’è più, si corregga il calcio; forse sarebbero utili tanti, ma tanti, esami di coscienza prima di promettere svolte epocali. E allora, bentornato calcio italiano, a quando la prossima vergogna?

Matteo Brancati