I tre avrebbero confermato di aver avuto interessi nel calcio italiano e come referenti Carobbio e Gervasoni

Lo zingaro Alija Ribic

Lo zingaro Alija Ribic (foto dalla rete)

Alla fine gli “zingari” hanno parlato e detto tutto quello che il gip Guido Salvini voleva sentire: dopo Vinko Saka e Alija Ribic, anche Dino Lalic, sloveno, ha ammesso il suo coinvolgimento nella vicenda del calcioscommesse. Proprio quest’ultimo, poi,  era già stato in carcere a Zagabria per una vicenda analoga nel suo paese. “Erano Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio – ha affermato Lalic – a darci informazioni sulle partite truccate in cambio di denaro”. Lo sloveno si è assunto la responsabilità della combine di sei partite contenute nell’ordinanza di custodia cautelare che l’ha portato in carcere: Brescia-Mantova, Grosseto-Reggina, Empoli-Grosseto e Grosseto-Mantova, Cittadella-Mantova e Ancona-Grosseto, tutte del 2010.


L’intermediario con i calciatori italiani era l’ex portiere del Chiasso Almir Gegic, ancora latitante. Da Carobbio e Gervasoni, ha ammesso Lalic, comperavano ‘ solo’ notizie sulle partite per scommettere in Serbia, Croazia, Austria e Ungheria”. Per gli ‘zingari’ ora si profila la scarcerazione con il divieto di soggiorno nelle regioni italiane in cui hanno cercato di fare affari e cioè Lombardia, Toscana, Veneto e Marche. Salvini riconosce loro, infatti, di aver dato interessanti informazioni arricchendo quelle già in possesso dei magistrati che, in questi mesi, hanno lavorato su più fronti.