L’allenatore del Bellaria, dopo la clamorosa salvezza ottenuta in Lega Pro, si racconta in esclusiva a TuttoCalciatori.Net

Marco Osio (immagine dal web)

Marco Osio (immagine dal web)

Quando Marco Osio ha accettato di sedersi sulla panchina del Bellaria,  campionato di Lega Pro Seconda Divisione, al posto di Alfonso Pepe, in molti hanno pensato a un azzardo dell’ex Sindaco del parma di Nevio Scala. Una squadra giovane e inesperta, con risultati negativi e una classifica che si faceva pericolosa, rischiava seriamente di retrocedere in D. Invece da gennaio in poi, con il suo arrivo, i cambiamenti si sono visti e sono stati notevoli.
Dopo un paio di sconfitte, servite a Osio per conoscere la squadra, la vittoria con il Casale e la terza sconfitta con il Fano è arrivata la svolta: grazie anche agli innesti dal mercato invernale, l’allenatore ha inanellato una serie di nove risultati utili consecutivi, quattro vittorie e cinque pareggi, con una media di quasi due punti a partita.

Un’altra marcia per il Bellaria, le vittorie memorabili sulle due prime della classe, il Savona e il Venezia, la scoperta di un bomber come Nicastro e la riscoperta di un giocatore come Bernacci, dato troppo presto per finito: il risultato è stata una salvezza conquistata con due turni di anticipo.
Noi di TuttoCalciatori.Net abbiamo intervistato in esclusiva il principale artefice di questa impresa, Marco Osio.


Marco, cosa rappresenta questa salvezza per lei? In molti vi davano per spacciati.
“E’ stata davvero un’impresa, realizzata in condizioni non semplici. La società non aveva liquidità da investire sul mercato e al direttore generale Ulizio va riconosciuto il merito di aver assemblato una squadra ricca di giovani forti e di prospettiva. Inoltre, e non è un particolare di poco conto, non abbiamo mai avuto problemi nel pagamento degli stipendi, che ci avrebbe potuto portare punti di penalizzazione. Ho guidato una buona squadra, sulla quale c’è stato parecchio da lavorare. Posso dire che nelle difficoltà siamo usciti fuori alla grande”.

Qual è stata la partita della svolta?
“Il 2-2 con il Monza: il gol del pareggio segnato da Bernacci a un minuto dal termine ci ha dato la forza. Da quel momento abbiamo capito che eravamo una squadra”.

La vittoria più bella, invece?
“Il 3-1 A Renate, ottenuto con personalità, da grande squadra. Una vittoria disarmante, su un campo ai limiti della praticabilità”.

Quali sono, a salvezza ottenuta, le sue prospettive personali per la prossima stagione?
“Sto alla finestra, pronto a valutare tutte le opportunità. Tra queste, non escludo Bellaria”.

Emanuele Giulianelli