Sorprendenti dichiarazioni di Franz Beckenbauer, che critica il gioco di Guardiola. Lo spagnolo, però, va avanti per la sua strada. Una strada costellata di vittorie.
Il Bayern Monaco si era appena qualificato per i Quarti di Finale di Champions League martedì sera. Tutti erano contenti in Baviera, ovviamente esclusi giocatori e tecnici dell’Arsenal, per una squadra che ormai sembra quasi imbattibile. Però pare non esserci pace neanche nei migliori momenti.
È stato Franz Beckenbauer, Presidente Onorario del club, a rompere l’armonia, con una serie di dichiarazioni polemiche verso il condottiero della sua macchina perfetta. «Alla fine saremo come il Barcellona. Nessuno vorrà vederci giocare, con i calciatori che si passano la palla addirittura sulla linea di porta». Queste le parole dell’idolo storico del club campione di Germania.
È incredibile come non si riesca a godere neanche della gloria. A dieci giornate dal termine della Bundesliga, il Bayern Monaco è primo in classifica: 22 vittorie (16 consecutive, l’ultima X è del 5 Ottobre scorso a Leverkusen), 2 pari, nessuna sconfitta, 72 gol fatti, 11 subiti, 20 punti di vantaggio sulla seconda. Il che vuol dire che tra una decina di giorni potrebbe festeggiare il titolo di campione di Germania.
È in Semifinale di Coppa di Germania (4 vittorie su 4, 16 gol fatti e 1 subito). Ha vinto anche Supercoppa Europea (Chelsea battuto ai rigori, dopo un pari 2-2) e Mondiale per Club (Guangzhou Evergrande e Raja Casablanca liquidati 3-0 e 2-0), lasciando per strada solo la Supercoppa di Germania (sconfitta 2-4 contro il Borussia Dortmund). In Champions League avanza sicuro nella difesa del titolo conquistato lo scorso anno, avendo superato la fase a gironi da capolista (5 vittorie ed 1 sconfitta, 17 gol fatti e 5 subiti) e gli Ottavi di Finale senza troppo sudare (3-1 ai “Gunners” tra andata e ritorno). Partita dopo partita, Pep Guardiola batte nuovi record, dando la sensazione di poter riuscire nella “mission impossible” di fare meglio del Bayern di Jupp Heynckes campione di tutto la stagione passata.
E nonostante ciò, c’è chi si lamenta. Non che il Bayern Monaco non abbia altri problemi a cui pensare. Il presidente del club, Uli Hoeness, sta rispondendo in questi mesi all’accusa di evasione fiscale per quasi 30 milioni di Euro. E la sua ultima risposta, datata un paio di giorni fa, è una ammissione di colpevolezza. Inoltre, deve far fronte ai capricci delle sue stelle, con il centrocampista Toni Kross che minaccia di andar via se non gli adeguano il salario a quello dei suoi compagni più famosi ed il difensore Dante che ha già annunciato che a fine stagione farà le valigie per andare a Manchester (direzione United). Questo mentre Van Buyten è pronto al ritiro e Badstuber inizia solo ora ad uscire da un calvario (lesione ai legamenti) che dura ormai da quasi un anno e mezzo.
E poi c’è Robben che ogni tanto litiga con qualcuno, Ribery da consolare perché si sente incompreso, Mandzukic da sistemare perché in estate arriva Lewandowski. Insomma, l’unico punto fisso sembrava essere Guardiola ed il suo tiki-taka applicato ai panzer. Il catalano, da parte sua, ascolta tutti, sorride, poi ribadisce che chi decide è lui: «Il mio punto di vista è diverso. Se ho l’opportunità di tirare in porta dalla seconda linea, soprattutto contro difese molto affollate, lo faccio. Però, se è possibile far girare la palla e mettere gli attaccanti davanti alla porta, preferisco far così». D’altra parte, Guardiola ormai lo conosciamo tutti, la sua filosofia di gioco è una fede in cui crede ciecamente. Ed il tecnico inizia a capire come funziona in Baviera, già che non è la prima volta che i dirigenti del suo stesso club lo criticano pubblicamente: già lo aveva fatto Beckenbauer in passato, così come pure il DT Matthias Sammer ad inizio stagione.
Viene solo da chiedersi come sia possibile che a definire noioso il gioco delle squadre di Guardiola sia proprio chi Guardiola lo ha scelto, offrendogli un contratto principesco. Se prendi Mourinho, aspettati contropiede in campo e polemiche fuori. Se prendi Capello, sai che avrai una squadra solida ma poco estetica. Se opti per Zeman o Luís Enrique, aspettati tanti gol sia per te che per gli avversari. Se, invece, scegli Guardiola, dovresti già sapere che vedrai partite lente, pochi tiri, tanti passaggi corti, ma anche tante tante vittorie.
Mario Cipriano
