Il businessman cinese rileva il club valenciano dopo aver già tentato la scalata al Milan. Ora ha pronti investimenti milionari per competere contro le grandi di Spagna.
La notizia era prevista entro la giornata di Sabato e non si è fatta attendere. L’asta per la vendita del pacchetto di maggioranza del Valencia ha visto prevalere l’investitore di Singapore Peter Lim, che ha rilevato il 70,4 % delle azioni del club per una cifra che ancora non è stata resa nota. Ciò che si sa a livello economico, è che Lim si è impegnato a farsi carico dei debiti attuali del club. E non sono…
Il sessantenne cinese aveva già tentato la scalata al club spagnolo tra Dicembre e Gennaio, ma allora non riuscì a portare a termine l’operazione. Nelle ultime settimane si era parlato di lui come uno dei potenziali nuovi soci del Milan, ma anche lì non se ne era fatto niente, il che aveva fatto pensare che si trattasse di un personaggio poco affidabile. Ora, invece, chiude l’operazione-Valencia con successo e promette un futuro radioso al club.
Ottavo uomo più ricco del mondo secondo “Forbes”, Lim ha annunciato che il primo passo è risanare il club, per cui non vi sarà una rivoluzione sul mercato-calciatori a suon di milioni. Ha assicurato che tra le priorità c’è completare il nuovo stadio entro il 2019 ed ha confermato ai rispettivi posti il direttore sportivo Rufete e l’allenatore Pizzi. I tifosi del Valencia, però, non rimarranno delusi, già che il budget per fare acquisti è stato fissato sui 60 milioni di Euro: non poco, quindi.
In vista della prossima stagione, il Valencia ha già acquistato il difensore argentino Nicolás Otamendi dal Porto (lo aveva preso già in Dicembre, parcheggiandolo all’Atlético Mineiro) ed il suo connazionale Rodrigo De Paul, ventenne ala del Racing de Avellaneda. Ora i tifosi valenciani sognano nuovi campioni, iniziando da Rodrigo Moreno, centravanti spagnolo del Benfica, che Lim ha già indicato come uno dei principali obbiettivi.
Il Valencia, squadra principale della terza città spagnola, è stato un club leader a livello sia nazionale che internazionale a cavallo tra la fine degli Anni Novanta e la prima metà dei Duemila. Finalista di Champions League nel 2000 e nel 2001 con Héctor Cuper in panchina; campione di Spagna nel 2002 e nel 2004 con Rafa Benítez, prima della vittoria di sabato dell’Atlético Madrid, era stato l’ultimo team ad interrompere il duopolio formato da Real Madrid e Barcellona; nel 2004 aveva anche vinto la Coppa UEFA, sempre con l’attuale tecnico del Napoli al comando.
Il suo ultimo alloro internazionale – la Supercoppa Europea del 2004 vinta con Claudio Ranieri in panchina e Marco Di Vaio match winner – compirà a breve dieci anni, mentre l’ultima gioia è del 2008, la Copa del Rey vinta nella nefasta stagione di Ronald Koeman in cui la la crisi económica del club raggiunse livelli allarmanti. Quest’anno ha chiuso fuori dalle competizioni internazionali, all’8º posto in Liga e semifinalista perdente in Europa League. E per la prima volta da Messico ’86 nessun calciatore del Valencia prenderà parte ai Mondiali con la nazionale spagnola.
Mario Cipriano
