L’arrivo di Gian Piero Gasperini sulla panchina della Roma segna l’inizio di una nuova, entusiasmante era per i giallorossi. Dopo nove stagioni leggendarie all’Atalanta, costellate da costanti qualificazioni europee e impreziosite dalla vittoria dell’Europa League 2024, il tecnico piemontese ha firmato un contratto triennale fino al 2028 con un ingaggio di 5 milioni più bonus.
La scelta dei Friedkin, supportata con forza da Claudio Ranieri, punta a riportare finalmente la Roma in Champions League. Ma cosa possono realisticamente aspettarsi i tifosi dal loro nuovo allenatore, sin da subito?
La conferenza di presentazione di Gasperini è stata contraddistinta, come prevedibile, dal solito mix fra ambizione e realismo da parte del diretto interessato: “L’obiettivo può essere la qualificazione in Champions League, non credo che per il momento la Roma possa lottare per lo scudetto”. Serve tempo, insomma. E l’esperienza bergamasca insegna. Per la Roma, la priorità sarà interrompere il digiuno che dura dalla stagione 2017-18, quando i giallorossi raggiunsero per l’ultima volta la Champions League.

La rivoluzione tattica gasperiniana
Il cambiamento più evidente riguarderà non solo il modulo, ma soprattutto l’interpretazione e i principi di gioco. Gasperini porterà a Roma il suo marchio di fabbrica: pressing alto, intensità, aggressività e capacità di sviluppare un calcio offensivo spettacolare. Il passaggio dal 3-5-2 di Ranieri al 3-4-3 (o 3-4-2-1) di Gasperini richiederà adattamenti significativi da parte dei giocatori.
Gli esterni dovranno essere autentici tuttofare, capaci di correre per 90 minuti coprendo tutta la fascia, i difensori centrali dovranno saper impostare e uscire palla al piede, mentre il centrocampo dovrà garantire equilibrio tra fase offensiva e copertura. Non tutti i giocatori attuali si adatteranno facilmente: alcuni potrebbero ritrovare nuova linfa, altri potrebbero non reggere i ritmi gasperiniani.
Il mercato della nuova Roma
Gasperini ha chiesto alla dirigenza almeno 4-5 rinforzi per completare la rosa secondo le sue esigenze tattiche. Le priorità riguardano soprattutto gli esterni:
Gosens, che già ha lavorato con Gasp – a sinistra, mentre per la destra si valuta Molina. In attacco, dopo la cessione di Abraham, si guarda a profili come Krstovic, mentre resta da capire il futuro di Dybala e Dovbyk. Il vincolo del Fair Play Finanziario condizionerà sicuramente le operazioni, ma i Friedkin hanno garantito investimenti sostenibili, come ha spiegato lo stesso Gasperini: “È una società, una proprietà molto forte, che ha intenzione di investire sulla Roma, magari in modo più sostenibile”.
Per i tifosi, questo rappresenta un equilibrio tra ambizione e prudenza economica, simile alle dinamiche che caratterizzano le previsioni sui risultati sportivi, dove l’incertezza del futuro genera sempre grande aspettativa, un po’ come accade nei casino non aams con prelievo immediato.
Il futuro della Roma di Gasp
I tifosi giallorossi dovranno armarsi di pazienza, perché potrebbe valerne la pena, a giudicare dal lavoro di Gasp all’Atalanta. Tuttavia, bisogna considerare che a Roma l’ambiente è diverso rispetto a Bergamo: più esigente, meno incline ad aspettare. Realisticamente, il primo anno servirà per plasmare la mentalità e trovare gli equilibri giusti, con l’ambizione di qualificarsi in Champions League al primo colpo, mentre nelle stagioni successive si potrà gradualmente aumentare le ambizioni.
Con un allenatore come Gasperini, un aspetto fondamentale starà nella fiducia costante dei Friedkin e di Ranieri nei suoi confronti, anche nei possibili momenti di difficoltà dovuti a un cambio di guida tecnica così radicale.