Il calcio italiano si trova ad affrontare una situazione delicata: l’eventualità di uno spareggio scudetto tra due squadre di vertice ha messo in luce le criticità del calendario e dell’organizzazione del campionato. La possibilità di un arrivo a pari punti al termine delle 38 giornate ha sollevato interrogativi su come gestire efficacemente il finale di stagione.
Per evitare di penalizzare una delle due squadre, si sta valutando di anticipare l’ultima giornata, ovvero le partite delle due contendenti, al fine di consentire lo spareggio in una data successiva. Tuttavia, questo presuppone che gli avversari delle due squadre siano già in una posizione tale da non compromettere la contemporaneità delle gare decisive.

Stadio Olimpico – Photo Credit: Depositphotos.com
L’incognita dell’ordine pubblico
In caso di spareggio, la sede ufficiale sarebbe quella della squadra meglio piazzata secondo i criteri di differenza reti e gol segnati, il che al momento favorisce una delle due squadre. Tuttavia, per ragioni di ordine pubblico, non è da escludere che si giochi in campo neutro, con l’Olimpico di Roma tra le soluzioni più probabili. E la scelta finale va presa con grande attenzione, perché può influire sullo svolgimento della partita e sulla sicurezza.
Il regolamento dello spareggio prevede una sola gara, senza tempi supplementari: in caso di parità dopo i 90 minuti si va direttamente ai rigori. Si tratta di una norma introdotta di nuovo a partire dal 2022‐23, dopo decenni di classifica avulsa come criterio principale. Nonostante questo, organizzare una partita in più con un calendario già affollato diventa un rompicapo a livello gestionale.
Il rischio caos dietro la burocrazia
Ciò che emerge con chiarezza è che il sistema calcio italiano non è ancora pronto a gestire queste situazioni. Mancanza di anticipo nella pubblicazione del calendario, compensazioni improprie, sovrapposizione con impegni internazionali: tutto rischia di mettere in secondo piano la regolarità del campionato. Anche la gestione di rinvii precedenti ha messo in evidenza come non esistano soluzioni chiare quando si intrecciano vari tornei e competizioni.
L’impatto su squadre e tifosi
Questa situazione di incertezza non riguarda solo la gestione tecnica, ma coinvolge direttamente squadre e tifosi. Le squadre devono prepararsi mentalmente e fisicamente a un finale di stagione imprevedibile, con possibili cambi improvvisi di calendario che incidono su programmi di allenamento e gestione degli infortuni. I tifosi, invece, si trovano di fronte a un percorso confuso, con date e sedi non certe che complicano l’organizzazione per assistere a partite decisive. Non da meno, si potrebbe avere un impatto anche sulle quote scommesse sui bookmaker come quelli di 22Bet Italia, in quanto un’attività fisica così serrata può avere forti ricadute sulle prestazioni su cui si scommette. Questa mancanza di chiarezza rischia di minare l’entusiasmo e la partecipazione, due elementi fondamentali per il successo del calcio italiano.
Serve una riforma del calendario
Questo scenario dimostra che non basta più adattare le partite al caso: serve una revisione profonda delle regole. Se si reintroduce lo spareggio, allora bisogna progettare il calendario già con margine sufficiente per eventuali sorprese. I club, i tifosi e le stesse istituzioni sportive meritano tempistiche certe e regole prevedibili, non soluzioni improvvisate all’ultimo minuto.
In definitiva, il caos sullo spareggio scudetto è l’ennesimo sintomo del malessere organizzativo del nostro calcio. Se non si interviene per migliorare la programmazione, il coordinamento con le competizioni estere e la flessibilità normativa, si rischia di compromettere la credibilità stessa del campionato. È tempo di cambiare approccio, con anticipo, pianificazione e chiarezza.