Dopo settimane di indiscrezioni e polemiche, il Comune di Milano ha finalmente approvato le cifre che Inter e Milan dovranno versare per l’uso dello stadio San Siro nel 2025. Il canone viene suddiviso in due parti: una “monetaria ordinaria”, da saldare in rate trimestrali anticipate, e un’altra da “scomputo”, ovvero con lavori di manutenzione o innovazione in compensazione.

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Dettagli e numeri sul canone
La quota “a scomputo” per il 2025 ammonta a 6.390.509,28 €, equamente ripartita: 3.195.254,64 € per l’Inter e la medesima cifra per il Milan. Invece, la parte in denaro vero e proprio (la componente ordinaria) si aggirerebbe sui 7 milioni complessivi, che divisi fanno circa 3,5 milioni ciascuno per i due club.
Le polemiche sul “mancato versamento”
Non è tutto rose e fiori: i club sono finiti al centro di accuse secondo cui non avrebbero versato circa 27 milioni in precedenza per opere di manutenzione straordinaria, contravvenendo (secondo i critici) agli obblighi convenzionali. Le cifre approvate ora rappresentano una mossa obbligata per mettere ordine ai conti dello stadio in una fase in cui il progetto del nuovo impianto San Siro — o della riqualificazione di quello esistente — resta sullo sfondo.
Implicazioni per i club e il futuro dello stadio
Per Inter e Milan, questo “contratto d’affitto” non è solo una questione contabile, ma simbolica: chi paga di più (e chi rispetta gli obblighi) guadagna credibilità davanti ai tifosi, all’opinione pubblica e agli enti locali.
Inoltre, con la questione del nuovo San Siro che resta pendente, ogni spesa sul Meazza è anche un investimento “a fiducia” nel domani.