La quarta giornata della Champions League ha lasciato l’amaro in bocca a Juventus e Napoli, protagoniste di due pareggi che complicano ulteriormente il loro cammino europeo e alimentano più di un dubbio sul reale potenziale delle due squadre italiane.

I bianconeri, ora affidati a Luciano Spalletti (fresco di firma e già terzo allenatore stagionale dopo Thiago Motta e Igor Tudor) non sono andati oltre l’1-1 casalingo contro lo Sporting Lisbona, rimandando ancora una volta l’appuntamento con la prima vittoria nel torneo. Il gol di Vlahovic aveva illuso i tifosi dell’Allianz Stadium, ma la squadra ha mostrato limiti evidenti in fase di finalizzazione e nella costruzione dal basso, pur crescendo nel secondo tempo. Spalletti ha provato a cambiare volto all’attacco inserendo David e Kostic, ma la mancanza di precisione e la difficoltà nel mantenere i ritmi alti hanno vanificato ogni tentativo di rimonta.
Non è andata meglio al Napoli di Antonio Conte, bloccato sullo 0-0 dal Francoforte in un Maradona gremito ma frustrato. Gli azzurri hanno dominato sul piano del possesso, ma sono apparsi poco lucidi negli ultimi metri: Hojlund ed Elmas hanno costruito le occasioni più pericolose, mentre Zetterer e Koch hanno respinto tutto. Una gara che fotografa alla perfezione le difficoltà offensive del Napoli, già emerse in campionato contro Lecce e Como. Conte ha parlato di “catenaccio tedesco”, ma la sensazione è che alla sua squadra manchi ancora brillantezza e continuità, elementi indispensabili per competere ai massimi livelli europei.
Il nuovo format della Champions, la cosiddetta “League Phase”, non perdona: 36 squadre in un’unica classifica, con solo le prime otto qualificate direttamente agli ottavi e le successive sedici costrette ai playoff. In questo scenario la Juventus, ferma a tre punti, e il Napoli, con quattro, rischiano di rimanere indietro in una corsa in cui ogni pareggio pesa come una sconfitta. Le prossime sfide del 25 novembre saranno cruciali: i bianconeri voleranno in Norvegia per affrontare il Bodo/Glimt, mentre gli azzurri ospiteranno il Qarabag. Due partite da vincere a ogni costo, anche perché il calendario non concede tregua: Benfica, Monaco, Chelsea e Copenhagen attendono al varco.
In un contesto tanto competitivo, anche le scommesse champions league segnalano un calo di fiducia nei confronti delle italiane, con quote sempre più sfavorevoli per il passaggio del turno. Juve e Napoli si trovano così davanti a un bivio: o ritrovano subito solidità, ambizione e spirito di squadra, o rischiano di veder sfumare il sogno europeo già a novembre.
Spalletti e Conte lo sanno bene: il tempo stringe, e la Champions non aspetta nessuno. Ora serve una scossa, mentale prima ancora che tattica, per trasformare la delusione in riscatto.