Massimo De Luca e Pino Frisoli, hanno ripercorso il lungo e felice “matrimonio” tra gesta sportive e immagini video nel libro “Sport in Tv”.

Sport in Tv (foto dalla rete)

Una data: 5 febbraio 1950. Una delle più importanti sfide del calcio italiano: Juventus – Milan 1-7. La debaclè casalinga della Vecchia Signora viene trasmessa per la prima volta in televisione, il “nuovo” elettrodomestico che comincia a prendere piede nelle case degli italiani. Nasce, così, il felice connubio tra sport e piccolo schermo. Quante rivoluzioni si sono susseguite da quell’epoca, quante innovazioni tecnologiche si sono affermate in maniera repentina. Quanto potere, soprattutto, ha assunto il mezzo televisivo in ambito sportivo, in campo calcistico in particolare. Massimo De Luca, uno dei volti più prestigiosi del panorama giornalistico italiano, e Pino Frisoli, consulente per diversi studi editoriali e documentatore per Rai Sport, hanno ripercorso il lungo e felice “matrimonio” tra gesta sportive e immagini video nel libro “Sport in Tv”, edito da Rai Eri, un affascinante viaggio che propone tante storie ed altrettanti aneddoti partendo proprio dalle origini e sino ad arrivare ai nostri giorni: dal bianco e nero, spulciando negli annali delle più note trasmissioni,  si giunge al colore, alla fine del monopolio Rai, alla miriade di televisioni in digitale e satellitari.

La storia è stata curata da Frisoli mentre De Luca, con alle spalle una carriera ultra quarantennale, ha firmato dieci interventi, commentando eventi, fatti e personaggi. Una professione, quella di giornalista sportivo, che è rapidamente mutata con il fluire del tempo. “Il mestiere si è completamente trasformato, tempi e modi sono stati dettati quasi esclusivamente dalla tecnologia – ci racconta Massimo De Luca la televisione prima, il web poi hanno introdotto il concetto di “tempo reale”, per cui immaginare di continuare a raccontare il calcio in senso cronistico, come accadeva trent’ anni fa, non avrebbe più avuto senso. Oggi prevale, ovviamente, il commento e, ancor più, l’indiscrezione, il dietro le quinte, la curiosità”.


Tanti gli aneddoti che De Luca potrebbe ricordare. “Mi fa piacere riportare a galla un episodio particolare, direi un po’ malinconico. Era il 1984, si disputavano le Olimpiadi di Los Angeles. In qualità di  responsabile delle trasmissioni olimpiche del Gr1 Rai avevo ottenuto un appuntamento dal grande pugile Mohammed Alì, a casa sua, per commentare, con una lunga intervista, il senso di quei Giochi ormai al termine. Una volta accomodatosi accanto a me sul divano per l’intervista, rivelò progressivamente l’avanzamento della sua malattia degenerativa. Cominciò a trascinare faticosamente le parole, fu un’impresa tradurre prima e montare poi quella conversazione per renderla fruibile agli ascoltatori, ad un certo punto, tra lo sconcerto mio e dell’interprete, si addormentò anche. Si riprese, completammo in qualche modo l’intervista, poi volle regalarmi una foto dei tempi belli con dedica e autografo”.

Naturalmente è il calcio, lo sport più seguito e amato, che gioca un ruolo da primattore nei palinsesti televisivi: “Il binomio, in Italia, è stato vincente nei due sensi: a beneficio della tv, che, fin dalla nascita, ha ottenuto gli ascolti più importanti proprio con la trasmissione delle grandi partite; a beneficio del calcio che, soprattutto adesso, si regge in larghissima, ed eccessiva, misura sui proventi da diritti tv – evidenzia De Luca – il nostro calcio, non sapendo, o a volte non potendo, trovare fonti di reddito diverse, si è consegnato completamente nelle mani delle tv a pagamento. Inevitabili che queste, dati gli ingenti investimenti, dettino spesso le condizioni, arrivando a snaturare questo sport: penso ai calendari – spezzatino, alle dirette notturne nei mesi invernali, alla partita domenicale di mezzogiorno. In Inghilterra, ad esempio, non tutte le partite sono teletrasmesse e questo, unito a molti altri fattori, fa sì che gli stadi della Premier League siano molto più popolati dei nostri”.

A fare da eco è Frisoli: “Di calcio urlato e parlato in Tv ce n’è tanto, ma proprio queste trasmissioni sono quelle più seguite dalle Tv locali, segnale che c’è una parte di pubblico che gradisce questo genere di discussioni. Se devo scegliere uno dei tanti ricordi legati ad eventi sportivi trasmessi in tv, indico la finale dei Mondiali di Spagna del 1982, Italia-Germania Ovest 3-1: è sempre bello vedere i tre gol azzurri e ascoltare la telecronaca di Nando Martellini con quel suo indimenticabile “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo” mentre a livello di giornalisti ritengo che quello rimasto di più nell’immaginario collettivo sia Gianni Brera che ha dato un contributo determinante all’invenzione di un linguaggio realmente sportivo”.

Antonio Longo

————————————————————————————
ULTIMA NOVITA’: aperta la Serie D. Collabora con noi per inserire la TUA SCHEDA CALCIATORE, scrivi a redazione@tuttocalciatori.net
————————————————————————————