Negli ottavi, spicca la sconfitta dell’Inter per mano del Parma, mentre la Roma elimina l’Atalanta. Continua a stupire la rappresentativa di serie D
Dopo alcuni giorni di sosta, è ripreso oggi pomeriggio il Torneo di Viareggio, la rassegna mondiale di calcio giovanile giunta ormai alla 64esima edizione. Oggi sono andati in scena gli ottavi di finale e, come al solito, non sono mancate le emozioni né le sorprese.
A cominciare dalla vittoria della Roma nel big match contro l’Atalanta. I giallorossi hanno trionfato per 3-1, rimontando il gol bergamasco siglato da Magni. Le reti della Roma sono state realizzate da Nego, Politano e Tallo. Alla Juventus, invece, non sono bastati 120 minuti per superare il Vicenza. Dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sul punteggio di 1-1 in virtù del ‘botta e risposta’ tra Postorino e Beltrame, infatti, i bianconeri hanno vinto ai calci di rigore per 6-4.
E’ stata eliminata, invece, la Sampdoria, sconfitta per 2-0 dal Club Guaranì sempre ai calci di rigore, dopo lo 0-0 che ha caratterizzato i tempi regolamentari. E’ finito con la lotteria dagli undici metri, poi, anche il derby toscano tra Fiorentina ed Empoli. I viola, dopo lo 0-0 dei 120′, i viola si sono imposti per 3-0. E’ finita ai calci di rigore, come se non bastasse, anche la sfida tra il Parma e l’Inter. Al termine dei tempi regolamentari il punteggio era stavolta di 1-1, con i gol messi a segno dall’emiliano Sprocati e dal nerazzurro Bessa. Dagli undici metri, poi, si è qualificato il Parma, vincendo per 5-2.
Le reti di Zampa, Rozzi ed Emmanuel hanno consentito alla Lazio di superare piuttosto agevolmente i danesi del Nordsjaelland, in un match senza storia. Continua a stupire, poi, la rappresentativa della serie D, che ai rigori ha superato per 5-4 i sudamericani del Pumas. L’1-1 dei primi 120′ di gioco era stato siglato da Campanaro per la rappresentativa di D e da Sandoval per il Pumas. Nell’ultima gara, giocata tra Genoa e Torino hanno prevalso i granata con il classico risultato all’inglese con le reti di Aramu e Pinelli su rigore.
Matteo Porfiri
