Storie di attaccanti blasonati che appese le scarpe al chiodo hanno deciso di intraprendere una nuova avventura, quella di allenatori del settore giovanile.

Cristiano Lucarelli

Cristiano Lucarelli, allenatore degli allievi del Parma (foto dalla rete)

“Super Pippo” Inzaghi e il fratello Simone, Cristiano Lucarelli, “Il Cobra” Sandro Tovalieri, il bomber di Tolmezzo Maurizio Ganz, “L’areoplanino” Vincenzo Montella e potremmo ancora continuare. Questi i nomi più conosciuti del nostro calcio che hanno deciso di mettersi alla guida e trasferire i rispettivi bagagli d’esperienza ai settori giovanili. Umiltà, tecnica e malizia alcune delle qualità che questi mister avranno la possibilità di inculcare fin da subito nelle mentalità dei giocatori che avranno a disposizione.

Pippo Inzaghi, indeciso fino all’ultimo se continuare a giocare o passare dall’altra parte, alla fine ha ceduto alla proposta dell’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani di allenare gli allievi nazionali. Il calcio giovanile si arricchisce così di un nuovo mister di sicuro avvenire, ma anche di un possibile inedito derby: quello tra i fratelli Inzaghi. Lo scontro fra i fratelli piacentini potrebbe avvenire solamente in caso di passaggio alle fasi finali di campionato, e c’è da giurare che le motivazioni non mancherebbero di certo. Se per Pippo si tratta di una novità per il fratello Simone invece è la continuazione dell’avventura iniziata nel 2010 quando intraprese la sua carriera da mister alla guida degli allievi regionali laziali, vincendo al primo anno la Coppa Lazio, che gli valse la promozione sulla panchina degli allievi nazionali.


Discorso diverso quello di Sandro Tovalieri. L’ex bomber di Bari e Cagliari già da molto tempo forma i futuri talenti. “Il Cobra”, questo il soprannome del calciatore quando incantava nella massima serie a suon di gol, gestisce una scuola calcio in provincia di Roma, esattamente a Torre San Lorenzo, inoltre dal 2005 svolge la mansione di allenatore per il settore giovanile della Roma, uno dei vivai più importanti d’Italia. La sua avventura è iniziata nel 2005 con la formazione esordienti, attualmente guida gli allievi regionali.

Maurizio Ganz ritiratosi nel 2007 sentiva il bisogno di continuare ad operare in quel mondo che fino ad allora gli aveva regalato molte soddisfazioni. Così collaborando con il Milan iniziò ad allenare prima nella scuola calcio “Masseroni Marchese” e poi alla “Aldini Bariviera”, che nella stagione 2011/2012 condusse alla finale regionale, persa contro l’Accademia Inter. Oggi invece guida la formazione beretti del Varese Calcio e c’è da giurare che a breve lo vedremo fra i big delle categorie che contano, viste le carriere degli ultimi allenatori passati da Varese: Giuseppe Sannino, Rolando Maran e Devis Mangia.

Vincenzo Montella, allenatore emergente reduce da un’ottima stagione al Catania dove, assieme all’ottimo lavoro svolto dal DS Lo Monaco, è riuscito a valorizzare gran parte dei giocatori ed ottenere una salvezza più che tranquilla. Anche lui terminata la carriera da calciatore ha sposato il progetto propostogli da Rossella Sensi e cioè di formare i giovani della Roma, esattamente nella categoria giovanissimi. Dopo aver raggiunto risultati straordinari, in seguito all’esonero di Claudio Ranieri, l’ex capocannoniere della massima serie approdò alla guida della prima squadra. Avventura durata poco ma che gli ha permesso definitivamente di spiccare il volo. Ora dopo l’ottimo inizio di campionato prova a far tornare grande la Fiorentina del patron Della Valle.

Ultima, ma non meno importante, la scelta di Cristiano Lucarelli. L’Ariete livornese da questa stagione siede sulla panchina degli Allievi nazionali del Parma. Anche lui come altri big ha scelto il campo. Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate al Corriere dello Sport dopo il vittorioso esordio 7-0 contro il suo amato Livorno: “I primi complimenti? Quelli del presidente Ghirardi. Prima della gara ho dovuto fare le scelte di formazione. Ecco, lì ho capito la durezza di questo lavoro. Ma non chiamatemi allenatore, ora sono solo un aspirante. Ci tenevo ad iniziare col piede giusto, anche se non mi interessava il risultato clamoroso. La cosa più importante è che i miei giocatori abbiano la stessa cattiveria che avevo io quando scendevo in campo”

Michele Zomer