Tanti ‘Bad Boys’ d’Inghilterra sono stati coinvolti ultimamente in fatti macabri: da protagonisti in incidenti stradali mortali a assassini volontari.

andrew hall

Andrew Hall da promessa ad assassino (foto tratta dalla rete)

Quasi che le freccette scagliate dalla finestra contro i ragazzini del settore giovanile, quasi che bruciarsi la casa giocando con petardi nella propria camera, quasi che mandare a quel paese il proprio allenatore una partita si e una partita no, quasi che farsi espellere tre-quattro volte l’anno, quasi che farsi portar via l’auto di lusso per 27 volte dal carro attrezzi, quasi che prendere multe per 10mila sterline, quasi che andare a letto all’alba dopo aver trascorso la notte con delle escort…siano solo noccioline!

Mario Balotelli è dipinto in Inghilterra come un bad boy, un ragazzaccio made in Italy, che ha stancato un po’ tutti i suoi dirigenti, Mancini in primis, tranne i tifosi, che lo acclamano ogni domenica con l’ormai famoso coro composto solo per lui: ” Balotelli è un attaccante bravo a freccette, è allergico all’erba dipinta, ma quando gioca ha una classe incredibile, guida nel quartiere con un portafoglio pierno di soldi!”. Mario è stravagante, è un ragazzo particolare, tante volte nella sua carriera ha sbagliato ma chi lo conosce meglio lo dipinge come un ragazzo buono. Di sicuro Balotelli è un santo immacolato in confronto a qualche suo (ormai ex) collega inglese.

In terra britannica, infatti, negli ultimi mesi si sono susseguiti episodi terribili, che hanno avuto come protagonisti promesse del calcio poco più che maggiorenni, che hanno distrutto la propria carriera prima di iniziarla. Da film horror la vicenda che ha visto nel ruolo di killer Andrew Hall lo scorso giugno. Hall è, o meglio era un talento diciottenne dello Stoke City in procinto di firmare il suo primo contratto da professionista. Ha i capelli rossi e gli occhi azzurri limpidi, trasparenti, non come la sua anima. Hall ha messo da parte la divisa da gioco per vestire i panni dell’assassino e nel mezzo di una festa,  in preda a un raptus di gelosia, convinto di essere stato tradito, ha inflitto alla fidanzata di 15 anni ben 60 coltellate, uccidendola. Hall, che era legato a Megan Leigh Peat da una decina di mesi, era stato visto scappare dalla casa da alcuni testimoni ricoperto di sangue. Dopo gli iniziali sospetti ricaduti su di lui, il giovane ha confessato le sue colpe, ed è stato condannato a trascorrere in cella tutto il resto della sua esistenza.


Nei primi giorni di settembre è stato il turno di Courtney Meppen-Walter. Il calciatore appartenente al Manchester City, 18 anni, nazionale inglese, è stato arrestato a seguito di un incidente stradale che ha causato due morti e due feriti gravi. Il ragazzo è sospettato di guida pericolosa al volante di una Mercedes che si è scontrata a grande velocità con un’altra vettura. Non è tutto: in questo week end Ryan Tunnicliffe, 19enne centrocampista del Manchester United, è stato arrestato con l’accusa di guida in stato di ebbrezza. L’inglese ha perso il controllo della sua auto (una Range Rover nera acquistata da poche ore) e si è schiantato contro un furgone parcheggiato.

Un passante ha riferito di averlo visto “bianco come un fantasma”. Certamente una vicenda di minori conseguenze rispetto alle precedenti, che non vede la presenza di vittime ma che poteva essere altrettanto tragica. Di sicuro Sir Alex Ferguson, che aveva fatto debuttare il ragazzo in prima squadra poche settimane fa, non potrà gioire dell’ accaduto e punirà severamente Tunnicliffe.
E gli Italiani? Qualche cassanata qua e là, ma in confronto a questi drammi tutto è perdonabile. Le nostre promesse del calcio sembrano inappuntabili, i gioielli dell’under 21 azzurra Immobile e Insigne, addirittura, diventeranno presto padri di famiglia. Abbiamo ancora negli occhi il dolce gesto della culla con cui lo stesso Immobile in Italia 1-0 Svezia ha dedicato il gol alla sua fidanzata che gli regalerà questa immensa gioia.

Lorenzo Attorresi