La Supercoppa Italia si giocherà all’Olimpico di Roma il 18 Agosto. Lo ha stabilito il Consiglio della Lega di Serie A. Sulla ripartizione dell’incasso la Juve ha già deciso di presentare ricorso.

La Juve detentrice del trofeo grazie alla vittoria sul Napoli nella passata stagione (foto dalla rete)
Finalmente, dopo tante polemiche (soprattutto tra i due club interessati, Juve e Lazio) sul dove disputare la finale di Supercoppa Italia, è arrivata la comunicazione ufficiale della sede e della data. La gara di Supercoppa tra la Juve (Campione D’Italia) e la Lazio (vincitrice della Tim Cup) si disputerà allo Stadio Olimpico di Roma, domenica 18 agosto. A deciderlo è stato il Consiglio della Lega di Serie A che si è riunito a Roma nella mattinata di giovedì 27 giugno. Il Consiglio ha stabilito che Roma sarà anche, se non deliberato diversamente, la sede italiana per la disputa del trofeo in palio ogni stagione tra le vincitrici di campionato e coppa.
LA DIVERSA RIPARTIZIONE DELL’INCASSO – Oltre alla data e alla sede dell’incontro, il Consiglio di Lega ha anche deciso per una differente ripartizione dei proventi ricavati dall’incasso del match. Infatti, vista l’indisponibilità della Juve a giocare in Cina, alla Lega di Serie A e alla Lazio sarà garantito il minimo equivalente rispetto a quanto avrebbero incassato qualora la gara fosse stata giocata in Asia (come precedentemente stabilito), mentre l’eccedenza verrà assegnato alla società bianconera. Secondo quanto deciso dal Consiglio di Lega, alla Juventus andrebbe l’eccedenza, fino all’importo che avrebbe percepito dagli organizzatori cinesi, che avevano offerto complessivamente 3,3 milioni di euro. Dell’eventuale surplus, il 10% andrebbe alla Lega e il resto diviso fra Lazio e Juventus.
JUVE VS LAZIO: LA SODDISFAZIONE DI LOTITO E IL RICORSO DELLA JUVE – Secondo indiscrezioni, la Juve, non rappresentata in Consiglio, avrebbe già preannunciato ricorso. Ovviamente la decisione del Consiglio della Lega di Serie A soddisfa il Presidente della Lazio, Claudio Lotito, che, all’uscita dagli uffici della Lega, ha dichiarato: “Dura lex, sed lex. Lo ha deciso il Consiglio che è l’organismo preposto.” Sul ricorso della Juve, il presidente biancoceleste afferma: “La Juve farà ricorso? Ne prendiamo atto. Significa che non è idonea ad accettare i dettami democratici di un organismo in cui vive”.
Di sicuro la vicenda non si chiude qui. Si attendono nuovi sviluppi (polemici) nelle prossime settimane. Una querelle che dunque è ben lontana dal trovare la parola fine.
Pietro Esposito