Marco Giampaolo ha parlato alla Gazzetta e ci è andato giù durissimo.

Marco Giampaolo

Marco Giampaolo (foto dalla rete)

Sparito per tre giorni senza lasciare traccia, con il cellulare staccato e la macchina di “Chi l’ha visto” che è addirittura partita per ritrovarlo. Eppure Marco Giampaolo, ex allenatore del Brescia, non ci sta proprio a passare per uno che si è nascosto e soprattutto non vuole che certi suoi principi possano venire meno. In una intervista concessa alla Gazzetta dello Sport ci è andato giù durissimo sia contro il sistema calcio, che contro la sua ex società: “A Brescia la mia carriera doveva ripartire e invece con quest’epilogo per me sarà ancora tutto più difficile. Ma c’è un concetto che per me non ammette deroghe. E’ la dignità. Viene prima di tutto. Un uomo è tale se si riconosce nei suoi principi. Andare a colloquio per rendere conto ai tifosi è stato umiliante. Non è accettabile per un professionista e la società avrebbe dovuto tutelarmi“.

Sul fatto di essere sparito ci tiene a precisare: “Io avevo comunicato domenica alla società la mia decisione di dimettermi, non sono sparito nel nulla. Forse speravano che ci ripensassi, che le mie dimissioni fossero lo sfogo di un momento. Io invece non ho avuto cedimenti. Quando le posizioni diventano inconciliabili, meglio dividersi“.


E poi vuole ribadire: “Nei colloqui avvenuti prima che firmassi il contratto, si era parlato di un progetto, da realizzare in due anni. Si volevano costruire fondamenta solide per puntare in alto. Cominciata la stagione, qualcosa però è cambiato. La società ha alzato il tiro, parlando di promozione: non era nei patti“.