Continua a tenere banco la normativa sulla discriminazione territoriale a seguito della squalifica dello Stadio di San Siro. Il dibattito si fa sempre più ampio.

Figc

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Il tema e la normativa della discriminazione territoriale negli stadi tiene banco ovunque. Dopo la squalifica da parte del Giudice Sportivo dello Stadio San Siro per Milan-Udinese a seguito dei cori intonati contro i napoletani avvenuti in Juventus-Milan, Adriano Galiani Ad dei rossoneri non passa giorno che non prenda posizione: “ Faremo ricorso in tutte le sedi dove sarà possibile fare ricorso contro la chiusura di San Siro e cercheremo di evitare questa punizione. Spero che Sabato 19 con i friulani ci siano i nostri tifosi“.

In queste ore la Lega di Serie A ha formalmente chiesto per iscritto alla Federcalcio il cambiamento relativo alla norma sulla discriminazione territoriale. Immediata la risposta delle massime cariche degli organi federali, Abete: “Bisogna fare attenzione all’applicazione della norma, che non deve essere strumentalizzata, il tema verrà discusso ed esaminato nel prossimo Consiglio Federale” (data che non è stata ancora stabilita).

Nella giornata di mercoledi si è fatto sentire sull’argomento anche Michel Platini Presidente dell’Uefa: “Ritengo sbagliata la proposta di chi vuole togliere punti alle squadre per i cori razzisti delle tifoserie. In questo modo si penalizzano i giocatori e non i tifosi che vanno invece sanzionati, non facendoli entrare, o al massimo occorre chiudere settori degli stadi. La discriminazione territoriale è una parola che imparo in Italia, l’ Uefa dà indicazioni, se questo paese vuole introdurre la territorialità può farlo”.

Non si fa attendere neanche il pensiero del Ministro dello Sport, Del Rio durante il ‘question time’ alla Camera dei Deputati: “Propongo un tavolo tra Figc, governo, e Coni per stabilire linee guida ed evitare sanzioni eccessive, pur nella necessità e legittimità di reprimere con forza manifestazioni di intolleranza, discriminazione e violenza, senza confondere atteggiamenti discriminatori con atteggiamenti ironici o canzonatori. La discriminazione territoriale non è prevista dalla Legge Mancino, ma è prevista dall’ordinamento sportivo “.

 

Zaffaroni Fabio