La storia di José García, il piccolo hooligan dell’Osasuna che lo scorso fine settimana ha esordito nella Liga Spagnola.

José Garcia

José Garcia

Il bambino José era un fedelissimo fan della sua squadra del cuore, l’Osasuna, e gli piaceva esprimere questo sentimento di amore incondizionato supportandola dagli spalti dello Stadio “El Sadar”.

Nel 2003 José García divenne famoso in Spagna per un servizio televisivo del programma El Día Después in cui fu casualmente seguito da una telecamera in una performance da autentico “ultrá” (nel senso buono del termine, quello di chi opera un tifo sfegatato, non come quello cui siamo abituati in Italia, ultimo triste esempio lo scorso fine settimana a Salerno): si sbracciava, urlava canti di supporto alla sua squadra che stava perdendo contro l’Athletic Bilbao, entrando nella parte al punto da togliersi la maglietta per usarla come bandiera, arrampicandosi sulla balaustra. Non aveva ancora sette anni.

Questo il video del piccolo tifoso José:


Tifoso fedele della squadra della sua terra d’origine, altre volte in questi anni le telecamere lo avevano ripreso incitando l’Osasuna a squarciagola, che la squadra vincesse o perdesse, che ci fosse in palio la salvezza, l’accesso in Europa, una Semifinale di Coppa UEFA o anche niente. Lui era sempre lì sugli spalti, in prima fila.

Lo scorso fine settimana il suo nome è tornato d’attualità quando Javi Gracia, il nuovo allenatore dell’Osasuna, lo ha inserito tra i convocati per la sfida-salvezza contro l’Almería. La notizia ha fatto il giro del web, sia per le performance passate del José-hooligan, sia perché il José-calciatore ha solo 16 anni. Gracia lo ha però considerato pronto al grande salto, lo ha portato in panchina e lo ha spedito in campo Venerdì 8 novembre al minuto 65’ in sostituzione del francese Raoul Loé. È stato in quel momento che il tifoso José García è diventato José Manuel García Maurín, mezzapunta dell’Osasuna, maglietta numero 31. La sua squadra perdeva 1-0 in casa a causa di una “papera” tremenda del portiere Andrés Fernández (nel mirino del Barça per il dopo-Valdés). Il suo sogno è stato vicino al coronamento massimo, quando dopo uno slalom si è visto deviare la conclusione a rete dal portiere dell’Almería, Esteban Suárez, di 22 anni più anziano di lui.

Da questa settimana si sentirà parlare di José García come di un talento in erba, un fantasista molto rapido e dotato tecnicamente, bassino ma robusto, senza complessi né paura di sbagliare. Gli piace giocare tra la linea di centrocampo e quella d’attacco, generalmente partendo da sinistra. Usa abilmente entrambi i piedi, è un grande assist-man ma non tentenna neanche quando si trova a dover concludere a rete.
Da adesso in poi sulle tribune del Sadar lo si vedrà poco. Ci saranno i suoi amici a supportar la squadra ed un nuovo beniamino: José García, il bambino che ha compiuto il sogno di tutti i tifosi dell’Osasuna.

Mario Cipriano