Tifosi mobilitati per cercare di trattenere il presidente Oreste Vigorito.

Vigorito, presidente dimissionario del Benevento

Vigorito, presidente dimissionario del Benevento

Che il Benevento possa non iscriversi al prossimo campionato di Lega Pro è un’ipotesi dolorosa ma, ahimè, possibile allo stato attuale. Il presidente Oreste Vigorito ha detto “Basta” dopo l’eliminazione ai play-off per la promozione in Serie B. Un sogno accarezzato più d’una volta dai tifosi giallorossi ma mai coronato.

Poche storie. Il Benevento è opera di Vigorito. Se l’attuale compagine è stata in grado di lottare anno dopo anno per le sfere alte della terza serie con un obiettivo dichiarato, la B, il merito è dell’industriale che ha reso grande il club sannita. I segnali del suo disimpegno sono stati evidenti e repentini, quasi un abbandono della sua creatura. Eppure l’ipotesi, o forse solo la speranza di molti, è che l’ex patron stia per cedere le redini della società in mani affidabili quanto le sue. Di sicuro c’è che trovare un altro Vigorito è impossibile. Come lui a Benevento nessuno mai.

Con investimenti sostanziosi e un’organizzazione di livello il Benevento ha raggiunto in questi anni l’apice della sua lunga storia. Attenzione al settore giovanile, strutture all’avanguardia, il marchio Benevento Calcio, la società costituita come spa. Tutto è partito con Vigorito. Morirà con la sua partenza ora?


Oggi una grande rappresentanza di supporters ha indetto una adunata per manifestare la sua vicinanza e fiducia al presidente uscente con la richiesta di  restare alla guida del club campano.

L’ultima trattativa in ordine di tempo con uno sconosciuto uomo d’affari intenzionato a rilevare la società è andata in fumo. E’ plausibile che Vigorito voglia lasciare il club in mani solide, valutando bene le garanzie offerte per lasciare la sua creatura in mani sicure, ma mai quanto possono essere le sue. Un segnale di speranza viene dato dal blocco delle cessioni dei giocatori. Forse un ripensamento?

La speranza dei tifosi è che ci ripensi. Ma è già troppo tardi?