5-2 delle statunitensi alle campionesse uscenti nella riedizione dell’anteriore Finale.

Le statunitensi anzano la Coppa del Mondo al cielo di Vancouver  (fonte foto www.seattletimes.com)

Le statunitensi anzano la Coppa del Mondo al cielo di Vancouver (fonte foto www.seattletimes.com)

È finita nella notte europea tra Domenica e Lunedì la Coppa del Mondo femminile di “Canada 2015”: al “BC Place di Vancouver, davanti a 53.341 spettatori, hanno vinto le ragazze degli Stati Uniti d’America, che hanno strapazzato il Giappone campione in carica per 5-2. Una vittoria che è una rivincita della scorsa edizione, quando a Francoforte le asiatiche si imposero ai calci di rigore. ‘Sta volta non c’è stata storia: la settima edizione della Coppa del Mondo femminile va negli Stati Uniti
È il terzo alloro per le americane, che ripetono le imprese firmate “Mia Hamm” del 1991 e del 1999, staccando così la Germania, che resta a quota due (2003 e 2007) e Giappone (2011) e Norvegia (1995) ad uno.

Carli Lloyd calcia da centrocampo la palla che si trasformerà nel gol del 4-0  (fonte foto www.businessinsider.com)

Carli Lloyd calcia da centrocampo la palla che si trasformerà nel gol del 4-0 (fonte foto www.businessinsider.com)

 


Il match tanto atteso tra le campionesse e le sfidanti in realtà non ha avuto storia. Dopo un quarto d’ora il risultato era già di 4-0 per gli USA: al 3’ ed al 5’ le reti della trentatreenne capitana Carli Lloyd, due tap-in da distanza ravvicinata su altrettanti calci da fermo dalla destra; al 14’ una splendida volée della centrocampista Lauren Holiday; al 16’ la Lloyd fa hattrick con una favolosa conclusione da centrocampo, così agganciando la tedesca Célia Šašić in testa alla classifica marcatori con 6 gol; quindi al 27’ la giapponese Yūki Ōgimi faceva l’1-4 e al 7’ della ripresa l’autogol di Julie Johnston, due minuti prima del definitivo 5-2 firmato Tobin Heath sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Solo i minuti finali per la trentacinquenne Abby Wambach, Pallone d’Oro 2012, che chiude probabilmente la sua esperienza in Coppa del Mondo con 14 reti, solo una in meno della brasiliana Marta (e alla pari con la tedesca Birgit Prinz). Addio sicuramente più amaro per la giapponese Homare Sawa, eroe della scorsa edizione (che le valse anche il Pallone d’Oro) ed in campo dal 33’ per tenere su la baracca ed impedire che la disfatta si trasformasse in storica umiliazione sportiva.

TABELLINO
USA: Hope Solo; Meghan Klingenberg, Becky Sauerbrunn, Julie Johnston, Ali Krieger; Morgan Brian, Lauren Holiday, Megan Rapinoe (Kelley O’Hara, min. 61), Tobin Heath (Abby Wambach, min. 79); Carli Lloyd, Alex Morgan (Christie Rampone, min. 86).
GIAPPONE: Ayumi Kaihori; Saori Ariyoshi, Azusa Iwashimizu (Homare Sawa, min. 33), Saki Kumagai, Aya Sameshima; Nahomi Kawasumi (Yuika Sugasawa, min. 39), Mizuho Sakaguchi, Rumi Utsugi, Aya Miyama; Shinobu Ohno (Mana Iwabuchi, min. 60), Yuki Ogimi.
Gol: 1-0, min. 3, Carli Lloyd (U); 2-0, min. 5, Carli Lloyd (U); 3-0, min. 14, Lauren Holiday (U); 4-0, min. 16, Carli Lloyd (U); 4-1, min. 27, Yuki Ogimi (G); 4-2, min. 52, (o.g.) Julie Johnston (G); 5-2, min. 54, Tobin Heath (U).
Arbitra: Kateryna Monzul (UCR).

È stato un buon Mondiale, questo disputato in Canada. Tante cose vanno ancora migliorate nel calcio femminile, tanti paesi sono ancora molto indietro, ma avanza a passi decisi un movimento che ha molto da offrire, con tante gare che han fatto invidia al football milionario dei maschi, dimostrando una volta di più l’universalità di questo sport.

Mario Cipriano