Ecco degli esempi che chiariscono meglio la situazione.

Domenico Berardi e Totò Di Natale (foto dal web)

Domenico Berardi e Totò Di Natale (foto dal web)

Domenico Berardi out contro la Juventus, almeno dall’inizio. Il campioncino del Sassuolo, ma di proprietà dei bianconeri, ha accusato un attacco influenzale che non gli ha permesso di partire ieri verso Torino insieme al resto dei compagni. L’attaccante neroverde dovrebbe al massimo sedere in panchina, scatenando i dubbi di diversi tifosi scettici:

““Berardi non gioca mai contro la Juve che è proprietaria del suo cartellino, il Sassuolo è una filiale della Juventus“: questa è la teoria che sta spopolando sui social, accesa soprattutto da tifosi del Napoli, diretta concorrente della Juventus nella corsa allo scudetto. La risposta più comune su questa illazione riguarda l’esempio di un caso piuttosto simile, quello di Antonio Di Natale.

L’attaccante dell’Udinese, ma napoletano purosangue, è da tempo accusato di sparire nel nulla o millantare infortuni ogniqualvolta la sua squadra scende in campo al San Paolo. Abbiamo pensato così di proporre dei dati che possano chiarire due casi apparentemente simili tra loro:


Andando ad esaminare lo score di Berardi con la Juve nelle tre stagioni disputate in Serie A, si nota come il ragazzo abbia saltato tre partite su sei (dando per certo il suo forfait di stasera). Nella stagione 2013/2014 è mancato in entrambi i match per squalifica, facendo storcere il naso a molti. Nella gara d’andata di questo campionato, però, è risultato uno dei migliori in campo, procurando anche l’esplusione di Chiellini.

Osserviamo, invece, le presenze di Di Natale al San Paolo contro il Napoli prendendo in esame 6 partite, relative a 5 stagioni, dato che l’attaccante dei friulani viene accusato di tirarsi indietro perlopiù per quanto riguarda le gare in trasferta. Nelle ultime 6 trasferte al San Paolo (in cui abbiamo tenuto conto anche di una gara di Coppa Italia) Di Natale è sceso in campo solamente una volta.

I motivi? Squalifica per somma di ammonizioni (proprio come Berardi) o ripetuti affaticamenti muscolari. Le analogie tra i due esempi ci sono, insomma, anche se non si avrà mai la certezza che si tratti di assenze studiate a tavolino. Il dubbio resterà a molti, a meno che Berardi stasera non entri dalla panchina e zittisca tutti con una prodezza delle sue. Mai dire mai…