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  01/11/2006 - MILAN-ANDERLECHT 4-1


Super Kaka trascina il Milan al poker

Ricardo Kakà stende l'Anderlecht, e il Milan vincendo 4-1 ipoteca con due turni di anticipo gli ottavi di finale di Champions League. Il fuoriclasse brasiliano prende per mano i rossoneri e li trascina alla meta con una prova sontuosa e una tripletta straordinaria. Segnano anche i belgi con Juhasz, ma quando non te lo aspetti più si unisce alla festa anche Gilardino, dopo una prova opaca e sofferta.

Nella sfida che doveva chiudere un discorso, l'applicazione del turnover voluto da Carlo Ancelotti si esaurisce pochi istanti prima dell'inizio di Milan-Andrelecht. Quando Kaladze si stira durante il riscaldamento, obbligando il tecnico rossonero a sostituirlo con Jankulovski. La caccia ai tre punti viene affidata a gente esperta, nonostante il riposo concesso a Gattuso, Pirlo, Inzaghi. A centrocampo, con Brocchi in mezzo, Ancelotti schiera Gourcuff a destra e Seedorf a sinistra. Non molla la presa su Gilardino, rilancia Oliveira, garantendo ai due attaccanti la protezione geniale di Kakà. Ed è proprio l'ex giocatore del Betis a scaldare le polveri con numeri deliziosi che ne confermano la crescita. Come al terzo minuto. Che cosa offre Oliveira a Gilardino, ma il triste rossonero manca l'aggancio a un metro da Zitka. Comprensibile l'inferocita reazione del brasiliano. Molliccia e con poco carattere, la difesa belga capitola dopo 6', allorché lo sprovveduto Juhasz stende Gilardino lanciato da Seedorf: rigore ineccepibile trasformato da Kakà.

Trama già scritta: troppo Milan per un Anderlecht che si fa sempre sorprendere e non sa reggere alla forza d'urto dei rossoneri. Simic potrebbe raddoppiare al 14', ma Zitka riesce a deviare in angolo. Tutto come previsto, tranne i pezzi persi in difesa. Nesta infatti alza bandiera bianca per un problema alla spalla sinistra e al 19' tocca a Cafu prenderne il posto. Giusto il tempo per duettare con Kakà e servirgli l'assist per il 2-0, dopo un contropiede che taglia in due i belgi. Azione partita da un lancio di Gourcuff, perfettamente integrato nel tessuto rossonero, bravo ad arretrare quando Cafu si lancia in contropiede. Lascia invece senza parole Gilardino. Così spaesato da domandarsi che fine abbiano fatto i suoi guizzi, dove si sia perso il suo fiuto del gol. Il 2-0 ha il solo difetto di far rallentare il ritmo del Milan che si limita a gestire e colpire in contropiede un Anderlecht che a tratti sembra non capirci nulla. Con Akin al posto di Vanderhaeghe le cose non cambiano, ma all'inizio della ripresa, più veloci e intraprendenti, i belgi pressano e impegnano i rossoneri. Tchite due occasioni buone le ha, ma le fallisce. Dovrebbe prendere lezioni da Kakà, che all'11' inventa l'ennesima perla con un bolide da fuori area.

La reazione dell'Anderlecht si concretizza, grazie alla collaborazione della difesa rossonera, con la rete di Juhasz. Seguono cinque minuti di blackout totale della difesa, in cui Jankulovski sfiora l'autorete e Dida blocca con un balzo da felino un tiro ravvicinato di Tchite. Ancelotti corregge il tiro togliendo Gourcuff e Oliveira per Gattuso e Pirlo: paletti per non rischiare più del dovuto. Ma l'epilogo più bello lo regala Alberto Gilardino che scarica in porta la rabbia e il suo primo gol in Champions League, esorcizzando sfortuna e maledizione.