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  10/11/2006 - SERIE C1B


Ternana, Raggi allenatore per caso

Maurizio Raggi, attuale allenatore della Ternana, quando vestiva la maglia rosso­verde era soprannominato “cicala”. Si trova adesso ad interpretare un ruolo, quello di allena­tore della prima squadra, che gli è quasi precipitato addosso. Per ragioni che forse nemmeno lui ha ancora capito bene.


La vicenda di Raggi non è che l’ennesimo episodio dell’interminabile telenovela nella quale sembra precipitata quest’anno la gloriosa società umbra e che ha determinato uno scollamento ormai irreversibile con la tifoseria.


Raggi, fino a qualche giorno fa, allenava la sterminata ciurma di fuori rosa che arricchisce (o appesantisce, a seconda dei punti di vista) il pletorico organico della Ternana. Vale a dire un gruppo di giocatori che, per un motivo o per l’altro, sono ancora in carico alla società ma che non trovano spazio in prima squadra. Nomi di tut­to rispetto - da Corrent a Maggiolini, a Giannone, a Aurino - che in serie C farebbero davvero comodo.


Dopo l’eso­nero di Favarin, era stato chiamato Giuseppe Giusto sulla panchina della Ternana. Sono stati sufficienti un paio di giorni trascorsi nel ritiro di Norcia perchè Giu­sto decidesse di tornarsene a casa sua. Le ragioni? Il malcapitato ha provato a illustrarle in una let­tera che è stata pubblicata anche dal sito ufficiale della so­cietà. In sostanza avrebbe detto che il tutto “è legato esclusivamente a situazioni personali e per questo ritengo, per il bene di tutti e del sottoscritto, non esternarne il con­tenuto». Glissiamo sul fatto che, secondo alcuni, a Norcia fosse presente come osservatore l’ex tecnico del Giulianova Giorgini. E la cosa potrebbe aver scombussolato non poco il povero Giusto.


Fatto sta che la dirigenza rossoverde si è trovata spiazzata. E, dunque, ha deciso di dare a Raggi (e al suo sodale Salvatore D’Urso) l’opportunità di sedersi in panchina nella gara poi persa contro il Ravenna. Sembrava trattarsi di un incarico a tempo. Così pare che non sia. Raggi non solo non lascia, ma addirittura raddoppia. E resta saldamente ancorato, almeno per ora, alla calda panchina umbra. Lui dice di non aver paura. “Conosco l’ambiente e la maggior par­te dei calciatori e ho già in testa un punto di partenza, la ripresa giocata con il Ravenna. Secondo me è stata impeccabile”.


Va bene così. Anche un allenatore per caso può essere lasciato libero di sognare.


Sa. Mig. - calciopress.com