Ternana, Raggi allenatore per caso
Maurizio Raggi, attuale allenatore della Ternana, quando vestiva la maglia rossoverde era soprannominato “cicala”. Si trova adesso ad interpretare un ruolo, quello di allenatore della prima squadra, che gli è quasi precipitato addosso. Per ragioni che forse nemmeno lui ha ancora capito bene.
La vicenda di Raggi non è che l’ennesimo episodio dell’interminabile telenovela nella quale sembra precipitata quest’anno la gloriosa società umbra e che ha determinato uno scollamento ormai irreversibile con la tifoseria.
Raggi, fino a qualche giorno fa, allenava la sterminata ciurma di fuori rosa che arricchisce (o appesantisce, a seconda dei punti di vista) il pletorico organico della Ternana. Vale a dire un gruppo di giocatori che, per un motivo o per l’altro, sono ancora in carico alla società ma che non trovano spazio in prima squadra. Nomi di tutto rispetto - da Corrent a Maggiolini, a Giannone, a Aurino - che in serie C farebbero davvero comodo.
Dopo l’esonero di Favarin, era stato chiamato Giuseppe Giusto sulla panchina della Ternana. Sono stati sufficienti un paio di giorni trascorsi nel ritiro di Norcia perchè Giusto decidesse di tornarsene a casa sua. Le ragioni? Il malcapitato ha provato a illustrarle in una lettera che è stata pubblicata anche dal sito ufficiale della società. In sostanza avrebbe detto che il tutto “è legato esclusivamente a situazioni personali e per questo ritengo, per il bene di tutti e del sottoscritto, non esternarne il contenuto». Glissiamo sul fatto che, secondo alcuni, a Norcia fosse presente come osservatore l’ex tecnico del Giulianova Giorgini. E la cosa potrebbe aver scombussolato non poco il povero Giusto.
Fatto sta che la dirigenza rossoverde si è trovata spiazzata. E, dunque, ha deciso di dare a Raggi (e al suo sodale Salvatore D’Urso) l’opportunità di sedersi in panchina nella gara poi persa contro il Ravenna. Sembrava trattarsi di un incarico a tempo. Così pare che non sia. Raggi non solo non lascia, ma addirittura raddoppia. E resta saldamente ancorato, almeno per ora, alla calda panchina umbra. Lui dice di non aver paura. “Conosco l’ambiente e la maggior parte dei calciatori e ho già in testa un punto di partenza, la ripresa giocata con il Ravenna. Secondo me è stata impeccabile”.
Va bene così. Anche un allenatore per caso può essere lasciato libero di sognare.
Sa. Mig. - calciopress.com
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