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  25/11/2006 - SERIE B: JUVE-LECCE 3-1


Bojinov scatenato, la Juve va

Zdenek Zeman mastica la sigaretta in panchina. E’ il 94’ e il suo Lecce ha appena subito il gol del definitivo 4-1 nella settima sconfitta della stagione, arrivata contro la solita Juve da serie B. Concreta e brava ad accelerare nei momenti importanti. Il risultato finale, infatti, riflette più gli ultimi, sciagurati minuti dei giallorossi del sostanziale equilibrio della partita, giocata con coraggio e ordine dal Lecce. Due gli episodi decisivi: il rosso a Diamoutene che, al 24’ della ripresa, cambia il corso della gara e la punizione di Bojinov, migliore in campo, che cinque minuti dopo cancella i sogni di impresa del suo ex tecnico.

E dire che il primo tempo aveva incentivato le speranze dei tifosi giallorossi, mettendo in mostra una Juve attenta ma non esaltante. Gli unici pericoli per la porta di Benussi, infatti, arrivano nei primi venti minuti. Al settimo Balzaretti spaventa Zeman con un sinistro dal limite dell’area che si ferma solo sul palo. Quelli che sembrano gli indizi di un dominio, però, vengono smentiti da un Lecce attento e meno spregiudicato del solito. La difesa giallorossa, sempre molto alta, controlla bene il duo Palladino-Bojinov, mentre Rullo, Giacomazzi e Juliano tengono botta a centrocampo. Normale quindi che il secondo, grande pericolo per il Lecce arrivi da un episodio: al 16’ Camoranesi ruba palla nella metà campo avversaria e serve Bojinov libero in area. Sul bulgaro, impreciso nel controllo, si salva Benussi, bravo e fortunato anche sul tap in di Nedved. Qui la Juve, invece di esaltarsi, abbassa i ritmi e non trova spazi in avanti nonostante un Camoranesi sempre molto mobile. E il Lecce? Sembra accontentarsi del pareggio, puntualmente conservato fino all’intervallo.

Il secondo tempo non porta cambi ma emozioni. Juventus e Lecce pensano al vantaggio ma trovano solo un paio di palle-gol: al 9’ Bojinov scappa sul filo del fuorigioco ma colpisce male, un minuto dopo Giacomazzi ci prova di testa da pochi metri, sfiorando la traversa. Prove generali di gol: al 17’ Zeman chiede gioco sulle fasce e Angelo esegue. Approfittando di un errore della difesa bianconera, il brasiliano va sul fondo a destra e trova Osvaldo, appena entrato, libero a centro area. Il numero dieci giallorosso batte Mirante e illude il Lecce. Che, due minuti dopo, deve arrendersi al classico gol dell’ex: Bojinov ruba palla sulla trequarti e anticipa l’uscita di Benussi con un sinistro da fuori area. Uno a uno e partita di nuovo in equilibrio. Chi pensa a una pausa per rifiatare, però, viene presto disilluso: al 24’ Diamoutene dimostra la consueta ingenuità e si fa espellere per somma di ammonizioni, lasciando in dieci un Lecce in confusione.

La Juve, cinica, non si fa pregare e in cinque minuti ne approfitta con Bojinov, indiscusso MVP del secondo tempo. Il bulgaro trova la doppietta personale con una punizione bella e imparabile per Mirante, che resta immobile al centro dei pali. La partita, virtualmente, finisce qui: il Lecce si butta in avanti ma fatica a organizzarsi, mentre Deschamps dà fondo alla panchina. E, tranquillo in panchina, assiste al 3-1 di Palladino e al 4-1 di De Ceglie. Due gol che il Lecce, oggettivamente, può dire di non aver meritato.

diLuca Bianchin (fonte:www.gazzetta.it)