Taveri:"D'Aguanno era il migliore"
Il conduttore di Guida al Campionato Mino Taveri su Alberto D`Aguanno: `Era uno dei migliori inviati, grande uomo`. Una morte cosi`. Improvvisa, senza avvisaglie, senza sintomi. Senza preparazione, a soli 42 anni, nel sonno. Forse e` stato un aneurisma a portare via il giornalista sportivo Alberto D`Aguanno. Tra i colleghi piu` colpiti, a freddo, Mino Taveri, che ha raccontato a Datasport un D`Aguanno diverso da quello televisivo. L`uomo che si nascondeva dietro l`inviato, la persona capace di ridere e di far ridere.
D`Aguanno non era solo un collega...
No, non era solo un collega. A livello umano era appassionatissimo di calcio. Sembra che non c`entri nulla e invece e` proprio cosi`, perche` proprio la sua passione per il calcio gli permetteva di affrontare ogni evento con gioia. Si divertiva il lunedi` mattina a fare il commento sulle partite. Noi lo vedevamo cosi`, allegro, gioviale. Una persona ben diversa da quello che sembrava. Agli altri magari appariva burbero, ma non lo era proprio. Lui era una risata continua.
Lei conosce bene anche la sua famiglia.
La sua famiglia sta passando un momento drammatico. Alberto aveva una bimba di due mesi, un figlio che stravede per lui. Il maggiore era orgoglioso del papa`, un giornalista. Per lui era un eroe. E` una famiglia distrutta, per la quale bisogna avere grandissimo rispetto. Tra l`altro, Alberto aveva perso un fratello esattamente nella stessa maniera, nel sonno. Ora dovranno fargli l`autopsia per capire cosa e` successo. Tra l`altro, Alberto ha ancora un altro fratello, e quindi c`e` molto dolore e molta preoccupazione. Lo strazio dei genitori e` immenso.
Alberto D`Aguanno, un grande professionista.
Non fatico ad affermare che e` stato uno dei piu` bravi inviati nel nostro mestiere. Uno dei migliori. Ho lavorato con lui sia in esterna, sia in collegamento. E proprio in collegamento veniva fuori tutta la sua bravura. Lui era una certezza. Avere uno come Alberto voleva dire avere sicuramente una notizia, una descrizione precisa dei fatti. I suoi collegamenti durante i Mondiali sono stati ricchi di notizie, di curiosita`, e di un senso dello humour spiccatissimo.
Da quanto conoscevi Alberto?
Da almeno 20 anni. Io ho cominciato con Tele+, lui era gia` a Mediaset. Si vedeva subito che era un grande inviato. Quando andavamo all`estero 15 anni fa, nei Paesi dell`Est, collegarsi era sempre un`impresa. Lui si adoperava, faticava, si dannava. Ma non mancava mai un collegamento.
Come pensi di onorare la sua memoria?
Conduco Guida al Campionato, un programma che ha una parte comica molto ampia. La taglieremo. Faremo solo informazione giornalistica. Non abbiamo proprio voglia di ridere, per rispetto per il dolore dei familiari. Lui avrebbe voluto continuare a ridere e scherzare, ma per Monica e i bambini non ce la sentiamo proprio di ridere. Forse e` meglio cosi`.
Si ringrazia Fabio Massa
www.datasport.it
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