Ronaldo? Non è colpo al cuore
MILANO - "La situazione è uguale a prima". Per Massimo Moratti non è cambiato niente nella corsa allo scudetto, nemmeno dopo la 15ª vittoria consecutiva in campionato dell'Inter, ieri contro il Chievo. Vietato abbandonare la prudenza, questo è il messaggio del presidente: "La Roma tiene - ha detto Moratti a Sky - continua a vincere, quindi la situazione è uguale a prima. Bisogna continuamente fare attenzione e cercare di ottenere sempre il risultato migliore che in questo momento, fortunatamente, è il risultato pieno".
ADRIANO E IBRA Ronaldo al Milan, Adriano all'Inter. Viene da dire che in questo momento Milano ha due fenomeni... "Adriano in questo momento sta facendo sinceramente bene. Ieri ha disputato una partita molto buona, non soltanto per il gol, che è stato fantastico. Durante tutta la partita ha giocato con vivacità, brillantezza e intelligenza. Ronaldo? L'ho visto solo in tv ieri sera, gli ho visto fare una bella giocata con un tiro improvviso incrociato, un colpo di gran classe ma non ho visto altro. No, non è sicuramente un colpo al cuore, è spiacevole questo sì, ma non un colpo al cuore". Resta il "giallo" Ibrahimovic: Mancini è parso visibilmente infastidito con lo staff sanitario per il forfeit dello svedese ieri. "No - minimizza Moratti -, queste situazioni in una società ogni tanto possono capitare. Più che di una frizione, si tratta di due persone che sono specializzate nella loro parte. Lo staff sanitario, soprattutto, ha riferito quello che lo specialista di quel settore ha chiesto, e quindi non ha fatto altro che fare da cassa di risonanza. Mancini, giustamente, vuole tutti i giocatori a disposizione, poi li vede che stanno bene e quindi vuole farli giocare. Ma la testa è da rispettare: intendo dire che, quando uno ha preso una botta in testa, è sempre meglio stare molto attenti. Da questo punto di vista, se non c'era lo staff sanitario, c'ero io che mettevo le cose uguali".
IL RECORD Quindici vittorie consecutive in campionato, l'Inter ha eguagliato il record del grande Real Madrid degli anni '60. "Certamente è una cosa di prestigio, mi fa piacere. Però, come giustamente hanno detto anche altri, quello era il grande Real Madrid perchè aveva vinto anche cose importanti. Quindi adesso tocca a noi fare lo stesso".
PROPOSTA MANCINI Fermarsi adesso, e darsi appuntamento a settembre perchè giocare senza tifosi non ha senso. L'ha suggerito Roberto Mancini ieri, dopo la vittoria sul Chievo nel silenzio del Bentegodi. "Queste - ha detto Moratti - sono le riflessioni di una persona che è un amante dello sport e un vero addetto ai lavori: quello che va in campo, quello che è stato calciatore e campione e quindi vede il calcio nel suo insieme, che è soprattutto quello di trasmettere piacere agli altri. Mi piace, sotto un certo profilo, che Mancini la pensi così, perchè è proprio da persona onesta nei confronti della sua professione. D'altro canto credo che il governo abbia cercato di fare ciò che si doveva fare in questo momento e cercherà di vedere, adagio, adagio, di fare in modo che le cose tornino alla normalità sportiva".
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