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  17/02/2007 - IL FATTACCIO


Insultò la polizia, Polito nei guai

Aggressione e resistenza a pubblico ufficiale. Sono i reati ormai diventati "familiari" dopo i gravissimi incidenti di Catania. La differenza è che stavolta l’accusa non è stata formulata a un ultrà, bensì a un calciatore: il portiere rossazzurro Ciro Polito, passato al Pescara in prestito lo scorso gennaio.

I FATTI - Risalgono a dicembre: domenica 10 e 17, quando il Catania incontra al Massimino consecutivamente l’Udinese e l’Empoli. In entrambe le occasioni la moglie di Polito viene bloccata dalle forze dell’ordine con l’auto, perché pretende di posteggiare nello spazio all’interno dell’impianto. Agli agenti che le negano l’ingresso, la signora risponde: "Non sapete con chi avete a che fare. Morti di fame che prendete quattro soldi grazie al calcio e a quelli come mio marito che ve li fanno guadagnare. Ora lo chiamo e ve la farà vedere lui".

Detto fatto, ecco che prima della gara è lo stesso Polito a passare alle vie di fatto, spintonando gli agenti, aggredendone qualcuno - secondo quanto trascritto nei verbali di polizia - e minacciandoli con frasi del tipo: "Fanno bene quando vi spaccano in due!". Scene ripetute a una settimana di distanza, portando dunque gli agenti a sporgere denuncia, riferendo in maniera dettagliata gli atti passati alla Procura di Catania. Il 27enne portiere napoletano, se si arriverà a un processo, rischia una pena dai 6 mesi ai 5 anni. E il suo comportamento può risultare censurabile anche per la giustizia sportiva.
Maurizio Nicita