Bene Livorno e Samp, Pari per Reggina e Ascoli
LIVORNO-MESSINA 2-1
Al presidente Spinelli non sono bastati sei tornelli acquistati all’ultimo momento per far aprire le porte del Picchi, figurarsi se al Messina poteva bastare l’ottimo ma troppo solo Iliev per espugnare lo stadio dove il Livorno ha perso una sola volta e fino ad oggi aveva subito un gol in meno dell’Inter (5 contro 6). Per la verità a Cavasin sarebbe bastato il pari, ma i suoi piani sono saltati a metà primo tempo, strappati dal contropiede di Fiore. Il Livorno vince 2-1.
Spinto da Iliev, che balla tra difesa e centrocampo degli amaranto, il Messina si dimostra più pericoloso nei primi minuti, riuscendo a tagliare i rifornimenti per Lucarelli e mettendo in affanno la difesa amaranto. Il Livorno comunque non corre rischi eccessivi e all’improvviso passa: il contropiede condotto da Fiore e Lucarelli è talmente bello da ipnotizzare Caglioni, tutt’altro che incolpevole sul piatto destro del centrocampista amaranto. Costretto a sbilanciarsi, il Messina offre spazi al contropiede del Livorno, che legittima il vantaggio creando pericoli per Caglioni con Fiore, Morrone e Lucarelli.
Nella ripresa Cavasin cerca il pari inserendo Bakayoko al posto dell’altro ex Giallombardo, ma il copione non cambia: il Livorno aspetta senza soffrire, tranne che per gli spunti di Iliev, poi punge in contropiede. E quando il tecnico del Messina rischia togliendo il difensore Rea per De Vezze, spostando D’Aversa a destra della difesa, gli amaranto sfondano proprio in quel settore, con Lucarelli.
Quando la partita sembra chiusa Zoro sbuca nell’area livornese infilando di testa una punizione guadagnata da Iliev (ovvio), ma è solo un’episodio. Il Livorno si mangia il terzo gol con Lucarelli e resiste all’assedio finale, tornando al successo che mancava in campionato dal 19 novembre e regalando una settimana tranquilla a mister Arrigoni, che esce dallo stadio con i giocatori per a salutare i tifosi.
Sergio Baldini
PARMA-SAMPDORIA 0-1
Il Parma aveva bisogno di più grinta secondo il nuovo allenatore Claudio Ranieri. E i ragazzi in gialloblu giocano in effetti più con la clava che col fioretto. La partita non è però cattiva, solo priva di spunti interessanti per tutto il primo tempo. La Sampdoria sembrerebbe priva di idee e si affida in continuazione al lungo lancio alla ricerca della torre Bazzani. Dall’altra parte anche Budan viene spesso lanciato, ma il talento di Rossi e Morfeo regala qualcosa in più alla manovra parmense.
Cinque minuti prima dell’intervallo però una delle due luci dei padroni di casa si spegne: Morfeo deve lasciare il posto a Kutuzov per un problema agli adduttori. Poco prima aveva fatto il suo debutto anche Ziegler nella Sampdoria, per sostituire Daniele Franceschini. Le uniche conclusioni verso la porta sono un tiro di Bolano e una rovesciata di Kutuzov. Entrambe alte sopra la traversa.
Nella ripresa Novellino tenta la carta Olivera, visto che Flachi non può entrare in campo per i problemi fisici che l’hanno costretto a allenarsi a singhiozzo per tutta la settimana.
La Sampdoria aumenta il ritmo, sotto la guida di Quagliarella, che al 12’ sblocca il risultato: Ziegler taglia il campo in diagonale e serve in area la punta che scavalca Bucci in uscita. Otto minuti dopo lo stesso Quagliarella raccoglie un errato retropassaggio di Grella, salta Bucci e va al tiro. Riesce però a colpire Grella in recupero, che salva la propria porta. Al 29’ Volpi sbaglia un rigore concesso per fallo di mano di Perna ancora su un’iniziativa di Quagliarella. La palla si stampa sul palo sinistro della porta di Bucci e poi termina fuori.
Rossi è l'ultimo ad arrendersi: al 39' dopo torre di Budan controlla e colpisce di sinistro verso la porta di Castellazzi, che con una mano salva il risultato. La legge degli errori puniti non colpisce la squadra di Novellino, vista l’arrendevolezza del Parma. Ranieri dovrà lavorare ancora a fondo, la zona salvezza continua ad essere lontana.
Paolo Malpezzi
ASCOLI-UDINESE 2-2
Malesani schiera l'ex Lukovic sulla sinistra, mentre Sonetti conferma la formazione annunciata, con l'esordiente Corallo sulla linea difensiva. Ma è proprio la retroguardia a tradire il tecnico dell'Ascoli: la sua squadra comincia bene, ma concede spazi eccessivi dietro. L'Udinese ringrazia e punisce: prima con Iaquinta, che vince un rimpallo su un'uscita stilisticamente non ineccepibile di Pagliuca e deposita in rete, e poi con Barreto, che scarta anche il portiere avversario prima di festeggiare il secondo gol stagionale. L'Ascoli, già a corto di entusiasmo, paga dazio e anche la fortuna gira le spalle ai marchigiani: Soncin, un minuto dopo il raddoppio friulano, s'inserisce bene in area, ma la sua conclusione scuote la traversa di De Sanctis.
Nella seconda frazione Sonetti prova ad aumentare il peso offensivo con l'inserimento di Bonanni. La mossa dà i suoi frutti: Pesce serve l'assist a Soncin, che non si fa pregare e di testa riapre la gara. Malesani comincia a temere l'arrembaggio marchigiano e si cautela con Siqueira al posto di Barreto, ma i friulani arretrano paurosamente. Così, ancora Soncin, al 24' del secondo tempo, è bravo, ma soprattutto tempista, nel ribadire in rete la respinta della traversa su colpo di testa di Corallo. Il finale è tutto marchigiano: il forcing della squadra di Sonetti è sicuramente generoso, ma non altrettanto produttivo. Ai padroni di casa anche l'ultimo rammarico: De Marco, proprio nel recupero, ferma Paolucci lanciato a rete, ma la segnalazione lascia qualche dubbio.
Sergio Stanco
REGGINA-ATALANTA 1-1
PRIMO TEMPO - Una novità per parte: nella Reggina Tognozzi è prefertito ad Amerini, mentre Foggia parte ancora dalla panchina. Gli ospiti sono nel consueto assetto, ma Migliaccio non è al meglio e Colantuono se la gioca con Bernardini e Donati in mezzo al campo, due registi puri. La partita è equilibrata fin dall'inizio: difficile per entrambe le squadre creare qualcosa con marcature così attente e i creativi (Doni, Vigiani) che non vivono la loro miglior giornata. Bianchi al 29' sciupa da pochi passi un gol fatto non riuscendo ad intervenire sul cross di Vigiani, imbeccato da uno straordinario tocco di Nicola Amoruso. Uno squillo in chiusura di frazione anche per l'Atalanta, col destro di Bernardini che saggia i riflessi di Campagnolo.
SECONDO TEMPO - Parte meglio l'Atalanta, che costringe i ragazzi di Mazzarri sulla difensiva. Il solito Bernardini stuzzica Campagnolo dalla distanza, anche se le vere palle gol latitano. Mazzarri ci prova con Foggia per Vigiani e il suo coraggio viene subito premiato, grazie alla dormita di Loria e Talamonti, fin lì impeccabili. I due centrali di Colantuono sono mal piazzati sul geniale assist di Tedesco per Amoruso: Nick "piede caldo" è troppo bravo per sbagliare gol simili. L'equilibrio prosegue e l'Atalanta impiega 11' a trovare il pari, con la sfortunata deviazione di testa di Lanzaro nella propria porta sulla punizione di Doni. La Reggina accusa un po' il colpo e Doni, salito di tono nel frattempo, potrebbe segnare il 2-1. Ma nessuna delle due squadre avrebbe meritato di perdere.
Jacopo Gerna
WWW.GAZZETTA.IT
|