Panucci: "Scriviamo la storia della Roma"
Di graffi nella sua carriera Christian Panucci ne ha lasciati parecchi. E’ il calciatore più vincente a disposizione di Spalletti (due coppe Campioni, prima col Milan nel 1994 e poi col Real Madrid nel 1998, con Juventus battuta in finale) e anche l’unico che presenti un curriculum di rilievo in fatto di esperienze internazionali: 90 presenze nelle coppe, 61 in Champions League, 8 gol nella competizione più prestigiosa, solo due in meno di Totti. E’ anche l’unico difensore delle due squadre che abbia segnato in questa edizione della coppa dei Campioni. Insomma, uno che ha tutte le credenziali.
FIGLIO ADOTTIVO Non è nato a Roma, ma col tempo si è fatto adottare da questa città. Per questo, al pari del capitano Totti, Panucci sente la sfida di stasera. Con il Lione ci ha perso una finale di coppa di Francia, quando giocava al Monaco. «Abbiamo voglia di lasciare un segno, un graffio — dice —. Di fare qualcosa di importante per un’intera città».
CHI SI ACCONTENTA... I presupposti, assicura, ci sono tutti. «Siamo molto più convinti che all’andata, vogliamo lottare per 95 minuti, passare questo turno per noi è fondamentale, il resto conta molto poco». Comprese le provocazioni del Lione. «Non ci interessano e poi la società ci ha chiesto di parlare solo di calcio. Posso solo dire che noi non inganniamo nessuno, non siamo dei furbetti. E guardate la nostra stagione: abbiamo avuto solo un espulso, segno che siamo corretti». Respinge al mittente pure i dubbi sul rendimento della Roma fuori casa, visto che l’ultima vittoria esterna risale al 20 dicembre (2-1 a Torino). «Di recente siamo stati meno cattivi e più sfortunati, ma col Lione sarà diverso. E poi se finisce 1-1 a me non dispiace affatto...».
Alessandro Catapano
www.gazzetta.it
|