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  07/03/2007 - PARLA IL PORTIERE BIANCONERO


Buffon:"Qui avevano bisogno di me"

Gianluigi Buffon ha parlato a Torino alla facolta` di economia e commercio di fronte a 600 persone. Nell’aula magna dell’ateneo il portiere della Juventus ha ricevuto una targa con iscritta la frase: ‘In azzurro e in bianconero sei un gran guerriero, dopo di che, fedele alla tua maglia, da uomo vero’. Una vera ovazione ha accolto l’ingresso del ‘numero uno’ bianconero.

Quindi via a un lungo discorso, con tante risposte alle molte domande provenienti dall’uditorio: ”Il momento della Juventus e` sicuramente buono, sta facendo un buon campionato, speriamo di proseguire cosi` e vincerlo. Ora abbiamo acquisito un buon margine di vantaggio, ma non dobbiamo sederci sugli allori. Avremo l’occasione per allungare in classifica grazie al calendario”.
Sul successo ai Mondiali: ”La piu` grande vittoria, a parte la conquista della Coppa del Mondo, e` quella di aver compattato l’Italia. Avevamo una gran voglia di emergere di nuovo e di fare un nuovo make-up all`Italia e ci siamo riusciti”.

Sulla sua scelta di restare in B: ”E’ stata una scelta istintiva. Non mi hanno chiesto di restare, ma io senza pensarci l’ho fatto, perche` ho capito, in un momento di cosi` grande difficolta`, che avevano bisogno di me. Ho porto la mano a persone a cui ho sempre avuto bene. La mia aspirazione non era certo quella di andare in B. Il prossimo anno? C`e` la volonta` di rimanere, pero` stiamo parlando con la societa`, non so cosa faro`. Pero`, in virtu` del bel rapporto che ho con la societa`, ogni eventualita` e` aperta”.

Sulla violenza negli stadi: ”Non e` solo un problema del calcio, ma un problema di educazione sociale. Anche se non e` giusto parlare di violenza negli stadi per colpa di 50 scalmanati che non rappresentano la totalita` dei tifosi”.

Sul rapporto con Fabio Capello: ”Io non ci ho mai litigato. Il primo anno tutto bene, poi c’e` stato qualcosa che ha incrinato il nostro rapporto. Il suo carattere il primo anno mi ha dato una scossa per uscire dall’apatia, mentre poi, con il passare del tempo, avrebbe dovuto cercare di essere meno duro, perche` ci sono anche dei veterani che non hanno bisogno di essere bacchettati, ma di un atteggiamento paritario”.