"Il Punto" sulla 21a giornata (recupero)
GIRONE A
C’è ancora un cambio in testa alla classifica. Il girone continua a essere una girandola senza fine. Il recupero della 21a giornata, che si sarebbe dovuta giocare il 3 febbraio ma fu sospesa per i fatti di Catania, mescola ulteriormente le carte. A 42 punti la coppia di testa è cambiata. Adesso è tutta toscana, con il Pisa (che torna da Lucca con l’ennesimo pareggio, il dodicesimo della stagione) e il Grosseto (vittoria interna con la Pro Patria ma che, come i nerazzurri, conta dodici pareggi nel suo score). Nuovo di zecca anche il duo che insegue le capolista a una sola lunghezza, con il Sassuolo (battuto in casa a sorpresa dall’Ivrea) che affianca il Cittadella (al secondo pareggio consecutivo, stavolta esterno, con il Pizzighettone). Il Venezia viene battuto e raggiunto dal Monza a quota 40. La Lucchese procede a passo di tartaruga (solo tre punti in quattro gare), racimola un pari interno con il Pisa e sale (si fa per dire…) a 37 punti. Se i rossoneri restano ancora in corsa (il distacco dalla testa è contenuto in cinque punti) è perché l’equilibrio del girone è tale da consentire questo genere di virtuosismi. Di tale situazione si avvantaggia il Padova che, a 35 punti, non si può ancora dire fuori gioco visto il netto successo interno con la Cremonese. E dunque ci sono ben sei squadre raccolte in appena due punti. Con altre due che, visto l’andamento lento del torneo, sono tutt’altro che fuori dai giochi.
Sono state 18 le reti segnate. Una sola vittoria esterna (l’Ivrea a Sassuolo). Due pareggi a reti bianche. Sei i successi interni, a conferma dell’incidenza che assume il fattore campo nella fase finale del campionato. Doppietta di Dall’Acqua del Novara che, lasciata Foggia, ha ripreso per incanto a segnare. Motta realizza ancora e diventa capocannoniere con 13 reti, sopravanzando l’inaridito Carparelli (12) e un Dal Rio (11) in crisi di astinenza (da quando è passato al Grosseto, si è come bloccato).
Nel gruppo di testa le capolista sono sempre due. Il Pisa (42) si porta a casa da Lucca il pari che voleva. E’ stata una gara in cui hanno vinto la noia e la paura di perdere. Lo spettacolo, piuttosto che in campo, si è visto sugli spalti. 8.000 gli spettatori del derby, almeno 2.300 pisani. Ora Braglia dovrà rinunciare per qualche altra settimana al bomber Eddy Baggio, in procinto di sottoporsi a un intervento di artroscopia al malandato ginocchio. Tuttavia sta per recuperare Ciotola, che potrà darà il suo contributo di effervescenza al reparto offensivo. Il Grosseto (42) supera la Pro Patria nonostante la scarsa vena di Cipolla e Dal Rio. Stavolta ci pensano Consonni e Amore a sbloccare il risultato che regala ai biancorossi la testa della classifica. Il Sassuolo (41) becca di brutto in casa dall’Ivrea (che aveva vinto solo una volta in trasferta), ma resta in scia nonostante la ristrettezza della rosa. Il Cittadella (41) si è messo a pareggiare, ma non molla comunque le prime posizioni. Il Venezia (40) è battuto e raggiunto dal rilanciato Monza (40), confermando il grosso limite rappresentato dal rendimento esterno (2 vittorie, 4 pareggi e ben 7 sconfitte) non all’altezza di quello casalingo. La Lucchese (37) sta frenando paurosamente. Allo stato attuale le possibilità di rientrare nell’area play off sono legate esclusivamente alla matematica. Tuttavia il gruppo di compagini che la sopravanzano ci pare troppo folto e agguerrito per lasciarsi raggiungere e superare. Pronto riscatto del Padova (35), reduce dalla sconfitta di Monza, che supera con facilità una Cremonese in barca. Non si può dire che i biancoscudati abbiano riposto le loro ambizioni, autorizzati da un organico assai competitivo e dal passo lento delle antagoniste.
Nella zona centrale si mettono in luce Novara (34), Pistoiese (33) e Massese (32) grazie ai convincenti successi interni con Pavia, Sangiovannese e Pro Sesto. La Sangiovannese (29) lotta duramente a Pistoia, ma la crisi societaria si fa sentire.
Sul fondo il Pizzighettone (22) conferma, con la bella prova disputata con il Cittadella, di voler abbandonare l’ultima posizione. Intanto ha agganciato il Pavia (22), cui Morgia non ha conferito alcun valore aggiunto rispetto all’esonerato Torresani. La Cremonese (26) scivola sempre piu’ in basso e se la vede davvero brutta. L’Ivrea (27), violando il Ricci di Sassuolo, aggancia la Pro Patria (27) battuta a Grosseto e la Pro Sesto (27) in caduta verticale anche dopo l’abbandono di Muraro.
GIRONE B
Il Ravenna (52) ha riposato. Aveva battuto il Lanciano al Biondi nell’anticipo concomitante con i fatti di Catania. Oggi è rimasto alla finestra a vedere cosa combinavano le altre. L’Avellino (49) c’era e c’è. Insegue a tre punti e ha ritrovato un Biancolino in gran spolvero, autore della doppietta del successo interno con il coriaceo Martina. La promozione diretta sembra una lotta a due, ma anche la Cavese (46) non sembra disposta a mollare. Dopo il harakiri a Giulianova, la squadra di Campilongo è passata sul terreno dell’Ancona e si giocherà fino in fondo le sue carte.
Dietro al trio di testa, il Foggia (43) sbriciola allo Zaccheria la giovane Samb di Ugolotti e stacca il Taranto (41) che non va oltre il pareggio interno contro una Juve Stabia (38) che ha preso gusto a stazionare nelle prime posizioni della classifica. D’Adderio ritrova le giocate di Salgado e può far conto su un provvidenziale Colombaretti (elemento tenuto colpevolmente ai margini dalla gestione Cuoghi). Ma tutta la squadra ha dato prova di brio e tenuta atletica, il che fa ben sperare per la parte finale del torneo. I play off sono ampiamente alla portata della squadra cara al presidente Capobianco, la cui rosa è completa in tutti i reparti. Senza contare il fatto che la passione del pubblico foggiano sarà un fattore determinante nei momenti topici che attendono i satanelli.
Il Perugia (40) supera agevolmente un Teramo che delude ancora in trasferta e cerca di non perdere il contatto dalle prime piazze. Intanto si è portato a un solo punto dall’ultimo posto utile per partecipare agli spareggi-promozione. La Salernitana (38) continua a perdere terreno e si fa bloccare in casa da una Ternana che dovrebbe incontrare ancora una volta al Liberati probabilmente il 28 marzo, dopo il pastrocchio che la Lega ha combinato nella gara di andata il cui esito non è stato ancora deciso. Per i granata di Bellotto c’è ancora la possibilità matematica di agganciare il treno promozione, ma le squadre che stanno davanti non paiono affatto disposte a dare strada.
Il Gallipoli (34) subisce a Giulianova la sorte toccata alla Cavese nel turno precedente. Viene infatti raggiunto nella fase finale, quando si sentiva i tre punti in tasca. Probabilmente il patron Barba deve abbandonare i suoi sogni di gloria. La Samb (33) e il Lanciano (32) cercano di tenere lontana la zona play out, e per ora stanno riuscendo nell’intento. Il Manfredonia (30) è tra color che son sospesi, ma il pari di San Marino fa ben sperare i tifosi sipontini.
Il Teramo (27 punti) subisce l’undicesima sconfitta esterna consecutiva e si fa agganciare dalla Ternana (27) che strappa un punto all’Arechi di Salerno. I biancorossi del presidente Malavolta sono messi davvero male e, senza una brusca sterzata, la loro situazione si potrebbe fare davvero complessa.
Il Giulianova (8) è sempre piu’ spacciato, ma dopo la Cavese blocca sul suo terreno anche il Gallipoli. Sono piccole soddisfazioni per una piazza che si sta vedendo sottrarre la C1 dopo una stagione nata male e proseguita peggio. L’Ancona (21), giunto alla seconda sconfitta interna consecutiva (dopo il Lanciano è stata la Cavese a violare un Del Conero sempre piu’ vuoto) si trova ormai nel baratro. Il San Marino (25), che fatica a tenere il ritmo ormai dall’inizio del campionato, si fa bloccare in casa dal Manfredonia e vede allontanarsi le antagoniste dirette per la salvezza. Il Martina (25) di Pensabene, che aveva messo il turbo scalando posizioni su posizioni, sta rallentando il ritmo. Tuttavia potrebbe ancora farcela a salvarsi senza passare per la lotteria degli spareggi, visto che ad Avellino ha saputo vendere cara la pelle.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net
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