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  04/04/2007 - STASERA L'OLIMPICO SI INFIAMMA


Roma - Manchester, sale la febbre

ROMA, 4 aprile 2007 - Roma città eterna, e adesso anche città di Champions. Roma-Manchester United di stasera, quarto di finale di lusso della coppa più desiderata d’Europa, è partita in grado di fermare persino la capitale. In Piazza di Spagna le sciarpe commemorative della sfida vanno via come il pane. Sguardi di complicità tra i passanti giallorossi, stupore per i tanti passanti stranieri. E poi ci sono loro. I tifosi del Manchester. Sono in giro gli oltre 4.000, i primi sbarcati in Italia già da un paio di giorni. Colorati, folkloristici, rumorosi, con i loro canti a squarciagola. L’ordinanza che ha vietato la vendita di alcolici da asporto funziona, anche se qualche bar del centro ha già servito parecchia birra agli inglesi. Il risultato è che un paio di centinaia di tifosi ospiti ora sono alticci in via Nazionale, ma finora nessuna notizia di incidenti. La civiltà dei romani, di cui il sito del Manchester aveva dubitato, fa il resto. Sarà "solo" una grande partita. Da non perdere. Perché stasera l’Olimpico è l’ombelico del mondo. Almeno del calcio.

L’ATMOSFERA - E’ un momento atteso da 23 anni. Da Roma-Dynamo Berlino, 23 anni fa. Quarti di Champions: non era più successo. Allora andò bene contro i tedeschi, e poi contro il Dundee. Mancò il lieto fine. La finale in casa contro il Liverpool fu l’epilogo più crudele. Il tempo ha soltanto attenuato quel dolore finale, e restituito l’entusiasmo di quei giorni magici. Messaggini, e-mail, telefonate, chiacchiere nei bar: l’argomento è uno solo, Roma-Manchester. E’ già bello esserci. Lo si capisce, lo si vive. Ma non può bastare. E’ bello il ruolo di sfavoriti: toglie responsabilità. Contro il Lione ha funzionato. Il popolo giallorosso ci crede: funzionerà ancora.

LA SFIDA - Duello tra giganti. Totti contro Cristiano Ronaldo. La squadra più spettacolare del campionato italiano contro la capolista della Premier League. Due difese ermetiche: quella dei giallorossi è la miglior difesa del campionto italiano, quella dei Red Devils è imbattuta da 243’ in coppa, dal 3-1 con il Benfica. E però potrebbe essere proprio questo il tallone d’Achille degli inglesi. Colpa delle assenze. Mancano Neville, il capitano, e Vidic, il valore aggiunto della retroguardia di quest’anno. Dentro sulla fascia destra il tuttofare O’Shea, e in mezzo Brown, solido, ma non un razzo. Mancano pure i rimpiazzi: sono ai box anche Silvestre ed Evra. A centrocampo è invece la Roma ad essere rimaneggiata: Pizarro è squalificato, Aquilani ancora fuori causa. E quindi Spalletti medita di modificare il credo tattico che ha funzionato tanto bene sinora: il 4-2-3-1 potrebbe diventare 4-1-4-1, con De Rossi schermo pensante davanti alla difesa, Taddei accentrato, e Wilhelmsson libero di sgroppare sulla destra. In attacco sarà sfida nella sfida Totti-Rooney. Il capitano giallorosso sarà punta unica, mentre il talento dell’Inghilterra potrebbe essere affiancato da Saha oppure soffrire di solitudine in caso Ferguson decidesse di coprirsi con un centrocampista in più, Fletcher. I duelli chiave, sulla carta sono Totti-Brown e Ronaldo-Panucci, con il giallorosso che per l’occasione trasloca sulla sinistra per sostituire l’infortunato Tonetto.

Riccardo Pratesi
gasport