Bene Atalanta, polemiche a Livorno
PARMA - CATANIA 1-1
Nella 32.a giornata di Serie A, Parma-Catania finisce 1-1: Cigarini risponde a Spinesi. Ranieri ha fuori Gasbarroni e Morfeo, e passa cosi` a un 4-2-3-1 con Muslimovic sulla destra della trequarti. Ma gli ospiti partono forte e controllano il gioco da subito. Contini pare in difficolta` e prima si prende un giallo per fallo su Lucenti, poi spalanca la porta a Spinesi con un liscio devastante. L’attaccante etneo non sbaglia e al 20’ il Catania e` in vantaggio. Al 33’ pero` Lucenti commette fallo a centrocampo, Cigarini batte la punizione e sorprende Pantanelli con la complicita` di Couto. Ed e` 1-1.
Nell’intervallo a sorpresa Ranieri toglie Budan e mette il giovane Paponi. Inizia la ripresa e al 48’ Rossi cade in area reclamando un calcio di rigore. Ma Ayroldi non e` d’accordo. Al 55’ Marino si copre con Biso al posto di Millesi. Al 59’ e` invece Rossi a sfiorare il raddoppio, ma l’attaccante spreca dopo una buona azione in area. La gara si scalda. Ranieri mette anche Kutuzov per Bocchetti. Al 69’ pero` e` il Catania a sprecare clamorosamente con Izco. Due minuti dopo e` invece Rossi a colpire, ma Pantanelli salva. Nuove proteste ducali al 79’ quando Paponi viene colpito da una gomitata di Stovini ma Ayroldi non estrae alcun cartellino. Al 90` Muslimovic spreca l`ultima occasione di testa. E il Catania ottiene il 4° punto del girone di ritorno al Tardini, inguaiando il Parma, sempre terzultimo a -1 dalla Reggina.
FIORENTINA - SIENA 1-0
La Fiorentina aggiunge un tassello alla serie record di risultati utili consecutivi dell'era Prandelli: ora non perde da 11 gare, ed anzi termina il match col Siena con tre punti in tasca. L'1-0 finale nasce dal 14° gol di Mutu, a segno al 43'. La Fiorentina fresca orfana di Santana (ieri altro guaio muscolare) si presenta col tridente Reginaldo-Toni-Mutu, il Siena fresco orfano di Maccarone (ieri guai a un polpaccio) gioca invece la carta a sorpresa, partendo con Chiesa davanti a Corvia, con Cozza in panchina.
DELITTO PERFETTO - Il primo tempo è tutto di marca senese, con una girandola d'azioni da gol inaugurata dopo una manciata di secondi da Chiesa (Frey vola e devia in angolo) e portata avanti con buona continuità dallo stesso attaccante, da Corvia che colpisce un incrocio dei pali (24'), da Gastaldello che sfiora un palo al 25'. Ma il Siena scoppiettante visto al Franchi trova in Mutu, autore peraltro di un primo tempo opaco, un impacabile castigatore: un solo tiro in porta viola, un gol fatto, roba da manuale del cinismo applicato al calcio. Oltretutto il rumeno mette a segno il delitto perfetto al minuto 43, quando resta poco margine per recuperare. Per il resto è una Fiorentina in difficoltà nell'arginare le folate offensive senesi e ancor più nel ribaltare l'azione. Salvo infatti un chirugico anticipo di Portanova su Toni, i viola mai impensieriscono Manninger.
ANCORA MUTU - Nella ripresa il ritmo cala, complice anche il primo caldo estivo della stagione. Ed è il Siena a subirne gli effetti più pesanti: l'efficacia bianconera del primo tempo si appanna, la Fiorentina amministra con calma e sagacia. La rimonta, insomma, appare lontana. Anche perché Mutu, sempre lui, spaventa i "cugini" con un'occasione regale in apertura: Manninger respinge di piede, poi Portanova salva sulla linea sul tap in di Montolivo. Beretta inserisce allora Cozza (per Alberto), ma la situazione non cambia. Il Siena ha perso brillantezza, la Fiorentina ha acquistato autorità e sicurezza.
DOPPIO ROSSO - Ci pensa Farina a smuovere le acque: al 68' espelle Beretta, reo di avergli dato le spalle mentre l'arbitro si avvicinava per parlargli, un minuto dopo rosso anche per Gamberini per un'ostruzione. Contromossa: fuori Liverani, dentro Kroldrup, ma nemmeno la superiorità numerica mette il turbo ai senesi. Anzi, la stanchezza prende il sopravvento sulla lucidità, il Siena rischia di sbilanciarsi e la Fiorentina di innescare qualche contropiede vincente. Il risultato è che invece non succede più nulla di sostanziale, e la Fiorentina si gode altri tre punti per l'Europa.
LIVORNO - REGGINA 1-1
Nel Livorno, lo spauracchio Lucarelli è regolarmente di punta, affiancato a sorpresa da Paulinho. Fiore, per scelta tecnica, si accomoda in panchina. Fuori anche Morrone, al suo posto Coppola. Nella Reggina c'è Amerini e non Tognozzi: Mazzarri, contrariamente a quanto accaduto contro l'Inter, rispolvera il modulo a due punte, rientra Amoruso a ricomporre la coppia con Bianchi. Scontata la squalifica, anche l'altro Lucarelli riguadagna il posto al centro della difesa, pronto a disputarsi il derby familiare contro il fratello Cristiano.
BUM BUM BOMBER - La giornata estiva certo non agevola i ritmi alti e per la prima mezzora circa la partita è soporifera. Il brasiliano Paulinho, però, più abituato ai climi torridi, decide di dare una scossa: "ruleta" e lancio a pescare Lucarelli in area piccola, il bomber toscano non si fa pregare e al volo batte Campagnolo. Mazzarri accenna ad una reprimenda contro la sua difesa, ma non ne ha neanche il tempo, perchè Bianchi decide di pareggiare la sfida tra goleador: azione solitaria, mezza difesa bevuta in un sorso, e diagonale imparabile per Amelia. E' l'uno a uno che chiude le "emozioni" del primo tempo, ma anche il 16° centro stagionale per il giovane attaccante della Reggina, proprio come il rivale odierno Lucarelli.
IL PICCHI SI RIBELLA - Il secondo tempo, se possibile, è ancora meno combattuto del primo. A testimonianza che il pareggio non è un risultato da disdegnare, i due tecnici, pensando probabilmente anche all'imminente turno infrasettimanale, si sfidano a colpi di sostuituzioni conservative. La partita si spegne senza sussulti, se non quelli provenienti dalla curva del Livorno, che fa sentire il proprio dissenso e, addirittura, abbandona lo stadio con un quarto d'ora d'anticipo in aperto dissenso col comportamenteo delle due squadre: "Che ci siamo venuti a fare", è il coro più simpatico riservato ai giocatori in campo, che però non si commuovono di fronte alla richiesta di maggior mordente. Un punto, in questo momento della stagione, probabilmente, conta molto di più di qualche applauso. Al triplice fischio, quindi, arrivano puntuali, e forse meritati, fischi per tutti.
Sergio Stanco
TORINO - ATALANTA 1-2
Torino e Atalanta si sono date battaglia in un match combattutissimo che premia i bergamaschi (2-1) che resistono per più di un tempo in dieci uomini. In 8' sul 2-0 grazie a Bellini e Zampagna, i nerazzurri rimangono in dieci al 39' per l'espulsione di Adriano, nella ripresa Abbruscato accorcia ma la squadra di Colantuono resiste fino alla fine.
STELLONE TORNA TITOLARE Alla vigilia De Biasi ha avvertito i suoi dell’importanza di questa partita per un Toro che ha bisogno di punti fondamentali per non farsi risucchiare verso il basso: "Ci attendono quattro partite molto importanti, a partire dall'Atalanta". Il tecnico granata, che deve rinunciare all’infortunato Bovo in difesa, sostituito da Cioffi, e allo squalificato Muzzi in attacco, propone un 4-2-3-1 molto offensivo con Stellone unica punta e il trio Lazetic-Barone-Rosina alle sue spalle. Colantuono, reduce dalla vittoria sul Chievo (1-0) della settimana scorsa, dà fiducia a Talamonti per sostituire lo squalificato Loria e davanti ad un centrocampo a quattro lascia libertà di manovra alla fantasia di Doni a supporto di Zampagna.
LA PARTITA - Ma i piani di De Biasi saltano già dopo meno di 60 secondi quando Bellini scarica un sinistro potente, ma deviato da Comotto, da fuori area che supera Abbiati per l’1-0. Il Toro è frastornato, ma di più lo è Cioffi che all'8' liscia incredibilmente in area un pallone innocuo favorendo la conclusione di Zampagna che è lestissimo ad approfittarne regalando ai suoi il doppio vantaggio. Troppi lanci lunghi per la formazione granata in direzione di Rosina e Stellone che non riescono quasi mai ad avere la meglio nel duello con i centrali bergamaschi. Colantuono ha messo bene i suoi in campo e la sua squadra non va in difficoltà proprio nella zona nevralgica di centrocampo. Nonostante ciò Barone al 23’ e Lazetic al 31’ vanno vicinissimi al gol che potrebbe riaprire il match. Ci pensa allora un incerto Gava a dare speranza al Torino cacciando ingiustamente negli spogliatoi Adriano sul finire del primo tempo per doppia ammonizione. Da qui in poi è un monologo dei granata che inseriscono punte a raffica (Abbruscato e Oguro), ma non riescono quasi mai a rendersi pericolosi. Al 69’ Stellone si ritrova la più facile delle occasioni, ma a porta vuota colpisce un palo clamoroso. Un minuto dopo arriva il gol che ridà speranze di rimonta al Torino con una bellissima inzuccata di Abbruscato che batte Calderoni. Gli ultimi minuti testimoniano il disperato tentativo della formazione di De Biasi di evitare la seconda sconfitta consecutiva e l'ottava in casa, ma l’Atalanta resiste e alla fine può festeggiare un successo che la porta a quota 39, alle spalle delle squadre che si stanno giocando l’Europa. Bravo veramente Colantuono che ha interpretato al meglio un match difficile alla vigilia. La sua Atalanta ha dovuto soffrire solo quando si è ritrovata in inferiorità numerica. Ha deluso moltissimo Rosina tra i granata che ora devono cominciare a guardarsi alle spalle. Non sono ammessi più passi falsi.
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