Venezia, a Grosseto ultima spiaggia?
Per il Venezia la partita in programma domenica allo Zecchini di Grosseto rappresenta una sorta di ultima spiaggia. La squadra arancioneroverde, con 46 punti in classifica, è scivolata fuori dall’area promozione. E’ stata agganciata anche dal Cittadella.
Il suo distacco dalla testa del girone, dove svettano Sassuolo e Grosseto, è salito a otto punti e appare incolmabile. Dunque, il pareggio interno con la Pro Sesto pesa come un macigno sulla testa del tecnico Di Costanzo. Adesso non resta che salvare i play off, ma l’impresa si presenta tutt’altro che facile.
Il crocevia per centrare almeno questo obiettivo è rappresentato dalla trasferta in Maremma, che assume per i lagunari un ruolo assolutamente ultimativo. Non tanto per l’aggancio con i biancorossi di Cuccureddu, allo stato irraggiungibili, quanto per non perdere il contatto con le altre contendenti che aspirano a entrare nella lotteria per la promozione in B.
Il Grosseto si presenta come un avversario che definire ostico è poco. E’ la sola squadra del girone ad aver conservato l’imbattibilità interna. Per contro il rendimento del Venezia in trasferta è tutt’altro che incoraggiante. Solo due vittorie, ottenute per giunta nel girone d’andata, a Ivrea e Pizzighettone. Nella seconda parte del torneo, Di Costanzo ha portato a casa dai campi esterni due pareggi (Novara e Pro Patria) e quattro sconfitte (Padova, Monza, Pistoiese e Pavia).
Con queste premesse, la partita si potrebbe anche non giocare. Ma si sa che la palla è rotonda e che le gare non si giocano certo sulla tavola pitagorica bensì su un terreno erboso. E allora, perché non dare la giusta chance a un complesso così ricco di elementi esperti e rodati come quello lagunare?
Inutile dire che Di Costanzo, da buon campano, crede nella cabala. E pensa che nessuna missione sia impossibile e che le leggi dei grandi numeri sono fatte per essere ribaltate. Un utopista? Al campo l’ardua sentenza.
Matteo Giron - www.calciopress.net
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