Perugia su Cuccureddu
Gli umbri pensano al futuro. Squadra rifondata e nuovo tecnico
Rifondazione inevitabile. E’ quella che si appresta a mettere a punto il Perugia, dopo una stagione al di sotto delle aspettative di tifosi e dirigenti. Errori clamorosi hanno impedito a una delle grandi favorite della vigilia di centrare l’obiettivo minimo e, puntuali, sono scattate le contromisure. Benché ancora aritmeticamente in gioco per la coda che assegna la B ai play off (ma servirebbe più di un miracolo), gli umbri stanno già risistemando i cocci. La stagione è naufragata contro ogni previsione e l’avvio di campionato (8 punti nelle prime 7 giornate della gestione Benedetti e squadra ereditata al 12º posto in classifica) hanno condannato anche Cari a cui comunque la società non avrebbe rinnovato la fiducia anche con un epilogo diverso.
IL TECNICO - Ma adesso bisogna guardare avanti e scegliere il tecnico del prossimo campionato che dovrebbe essere Antonello Cuccureddu. Impegnato ad accompagnare il Grosseto in serie B nel girone A di C1, il mago di Alghero non conferma, ma i perugini hanno le idee chiare sul suo conto. Sarebbe l’uomo giusto al posto giusto, l’allenatore capace di una ricostruzione solida e definitiva di questo Perugia che, rinato attraverso il Lodo Petrucci nell’estate del 2005, si avvia al suo terzo campionato consecutivo di C. Sicuramente l’ex juventino sarebbe una garanzia visti i recenti successi e la clamorosa scalata effettuata alla guida dei maremmani, condotti dal 13º al 1º posto in classifica, 47 punti conquistati in 23 gare (media di oltre 2 punti a gara). Dell’ex allenatore della Torres si era parlato anche per la sostituzione di Benedetti. Poi la società scelse Cari, tecnico artefice di una rimonta importante, ma fallita proprio sul più bello per responsabilità non solo sue. Su Cuccureddu hanno messo gli occhi anche la Salernitana e qualche club di B che vuole andare sul sicuro. D’altra parte, la cadetteria è da sempre l’aspirazione dell’allenatore sardo che in ogni caso punterebbe a centrarla in Umbria.
IL PRESIDENTE - I problemi del Perugia non si esauriranno solo con l’avvento di un nuovo tecnico in panchina. Non bisogna dimenticare, infatti, che le dimissioni del presidente Silvestrini sono ancora sul tavolo, irrevocabili come l’imprenditore capitolino confermerà in una lettera al CdA annunciata per oggi. La massima carica dovrebbe in ogni caso rimanere in famiglia ed è scongiurata la vendita della società, come pure si era ventilato da qualche parte in seguito alle diatribe per il derby a porte chiuse di Terni che ha contribuito a compromettere la gestione di Cari (43 punti in 25 gare, squadra dal 12º al 6º). In realtà la famiglia Silvestrini non si sarebbe sentita supportata adeguatamente dalle istituzioni locali neppure quando lo stadio «Curi» era stato chiuso ai tifosi in seguito al decreto Amato. «La mia famiglia ha investito e continuerà a investire nel calcio di questa città. Ma bisogna fare chiarezza. In questo torneo si è giocato ovunque, mentre il Curi restava chiuso con una perdita di incassi considerevole per la società e un danno evidente per i nostri tifosi che io ho il dovere di tutelare anche per il futuro - sottolinea il presidente dimissionario Vincenzo Silvestrini - . La vicenda di Terni meglio non commentarla. Non cerchiamo alibi per i nostri obiettivi sportivi mancati. Ma le regole vanno rispettate invece si è permesso a società non in regola di iscriversi al campionato. Mi auguro che anche le inchieste in corso su fatti poco chiari di questa stagione accertino la verità nel rispetto di tutti».
Il riferimento è alla vicenda che vede coinvolta la Cavese e di cui si attendono sviluppi dopo la chiusura dell’inchiesta dell’Ufficio Indagini che ha accertato l’aggressione di un tesserato della Ternana nella gara dello scorso 11 febbraio giocata a Cava de’Tirreni.
Tullio Calzone
Corriere dello Sport
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