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  13/05/2007 - SERIE A 36a GIORNATA: ROMA K.O. IN CASA


Super Crespo trascina la rimonta dell'Inter, Muzzi fa secca la Roma

INTER-LAZIO 4-3
MILANO, 13 maggio 2007 - Inizia malissimo, va sotto di due gol, recupera e sorpassa nel finale. Fa di tutto l'Inter nella sfida con la Lazio battuta (4-3) grazie alla tripletta di Crespo e al colpo di testa di Materazzi a cinque minuti dalla fine che vale la quota record di 93 punti in classifica. Un'impresa vera, conclusa contro una Lazio perfetta per 70 minuti e penalizzata in maniera troppo pesante dall'espulsione di Siviglia; e anche una rimonta che dà fiducia in vista del ritorno di coppa Italia contro la Roma.
BLACK OUT - Sono passati quattro giorni dal crac dell'Olimpico, ma non è cambiato l'atteggiamento con cui l'Inter affronta gli avversari. In campionato come in coppa Italia, con la pancia piena e forse con la testa già in vacanza. Mancini si infuria, e ha ragione. Perché incassare due gol in quattro minuti non è da Inter. Il primo colpo arriva sulla faccia di JulioCesar in modo rocambolesco (deviazione sfortunata di Materazzi su tiro di Pandev). Il secondo nasce da un errore di Vieira, che offre a Mutarelli spazio e libertà di puntare la porta. Qualche segnale di risveglio arriva da Crespo e Recoba. L'argentino va sul concreto, rubando il tempo ai difensori di Rossi e segnando l'1-2. L'uruguaiano sceglie la fantasia, con colpi di tacco, o giocate pazzesche, come il tiro provato da 60 metri catapultato nella porta dell'Empoli nel 1998. A Crespo si deve pure il merito di riportare a galla i nerazzurri firmando il 2-2 su assist di Vieira. Inutile, perché la punizione di Ledesma riporta giustamente avanti i biancocelesti, molto più incisivi.
QUALITA' - Mancini cambia a inizio ripresa: con Figo che parte largo da destra, il modulo somiglia a un 4-4-2 con Vieira e Stankovic esterni. Ne guadagna la qualità degli attacchi ma contro questa Lazio è un'impresa far gol e non subirne, vista la giornata di grazia di Ledesma e soprattutto Jimenez, tornato imprendibile. Il ritmo, rispetto alla giostra del primo tempo, è notevolmente ridotto: Figo si sposta a sinistra dopo l'ingresso di Cambiasso, mentre Rossi cambia la coppia d'attacco inserendo Manfredini e Makinwa. Non cambia nulla fino a 10 minuti dalla fine, quando Gonzalez induce al primo grave errore la difesa laziale, esposta all'incursione di Crespo, solissimo davanti a Ballotta per il 3-3. Pur vedendo sfumare la vittoria, la Lazio ha la certezze di essere matematicamente in Champions League. Ma per la squadra di Delio Rossi, in dieci uomini per il rosso a Siviglia, diventa impossibile gestire gli attacchi dell'Inter. E alla fine il gol del 4-3 di Materazzi somiglia più a uno sgarbo ai cugini della Roma, che nella finale di ritorno della coppa Italia troveranno un'avversaria convinta delle possibilità di rimontare il 6-2 dell'andata.
Antonino Morici

ROMA-TORINO 0-1
ROMA, 13 maggio 2007 - Totti è reduce da una notte in bianco per la nascita della sua secondogenita, Chanel (3,140 kg, venuta alla luce alle 4.25 del mattino), ma a sembrare addormentata è tutta la Roma, che cade all’Olimpico. Il Torino festeggia tre punti fondamentali per la volata salvezza, grazie ad una rete dell’ex Muzzi al 14’ pt. Nella ripresa granata bravi a difendere il risultato, con i giallorossi che collezionano due traverse e un palo.
FESTA DEL PAPA’ - Francesco Totti ha dormito solamente un paio d’ore nella notte tra sabato e domenica: alle 2 ha accompagnato la moglie Ilary nella clinica dove, dopo poche ore, è nata la piccola Chanel. Un pre-partita movimentato che ha condizionato la prestazione del capitano giallorosso, volenteroso ma mai veramente pungente. Per consolidare la sua leadership nella classifica dei cannonieri e inseguire la Scarpa d’oro, Totti dovrà affidarsi ai prossimi turni. Più in generale tutta la squadra di Spalletti ha creato tanto gioco, ma non è riuscita a finalizzare, pagando caro l’errore difensivo di Chivu che ha permesso a Muzzi di segnare il gol-partita.
CUORE GRANATA - Quello del Toro non è stato un bel match, ma la squadra di De Biasi è riuscita ad ottenere tre punti che permettono di pensare più concretamente ad una permanenza in A altrimenti in bilico. In attacco i granata hanno fatto vedere poco, ma è in difesa che gli ospiti hanno dimostrato di volere questa vittoria a tutti i costi. Una sicurezza in più nelle retrovie l’ha fornita Abbiati, protagonista di una prova senza sbavature.
LA PARTITA - La cronaca non offre molti spunti. La Roma parte in avanti, ma poi al primo vero affondo del Torino, al 14’, Chivu pasticcia, Muzzi gli ruba palla e, con freddezza, infila Curci in uscita. Da quel momento la Roma cerca un pareggio che non riesce mai a conquistare. Al 33’ Taddei colpisce la traversa con un colpo di testa, su cross dalla sinistra di Tonetto. Nella ripresa è ancora il centrocampista brasiliano a creare l’occasione più pericolosa per i giallorossi, con un tiro che, al 35’, scheggia la traversa. Un palo esterno di Vucinic al 48’ è l’ultimo brivido per gli ospiti. Poi il Toro - che torna ad espugnare l’Olimpico dopo 15 anni (ultimo successo: Roma-Torino 4-5 il 9 maggio 1993) - può festeggiare il suo 10° successo stagionale. Forse il più importante.
Andrea Schiavon

GAZZETTA.IT