HANNOVER (Germania), 11 giugno 2006 - "Sì, penso che domani Francesco Totti sarà della partita". Il c.t. Marcello Lippi lo afferma senza esitazioni, rispondendo da gentleman a un'avvenente giornalista svedese: "Ho valutato la sua forma, l'ho visto crescere. Ora devo prendere una decisione: se impiegarlo in parte o per l'intera gara; fate poi voi le vostre valutazioni". A 24 ore dall'esordio contro il Ghana, il commissario tecnico concede poco, ma lascia chiaramente intendere che non mancheranno le sorprese, anche se la formazione se la tiene per sé. "Siamo pronti - ribadisce -. Nesta è recuperato e, come ottimisticamente anticipato, è disponibile". Una certezza in più. E a chi lo incalza ipotizzando la novità Iaquinta (da non sottovalutare), risponde: "Che sorpresa sarebbe se ve lo dicessi? La formazione non la sanno nemmeno i giocatori". Ma l'idea di accantonare Toni per Iaquinta non corrisponde a quella che è la visione di gioco di Lippi.
Li tiene sulle spine, non lascia trapelare nulla. Ma ribadisce concetti già espressi a Duisburg: "Ripeto, i ragazzi sono vogliosi, entusiasti, prima o poi toccherà a tutti scendere in campo. Siamo qui per andare avanti". E coinvolge se stesso, sottolineando uno stato di grazia mai vissuto: "Vivo questa straordinaria esperienza con serenità e questo mi sorprende conoscendo il mio carattere". Il Lippi-pensiero è impenetrabile. Ma almeno un riferimento, un appiglio. Taglia corto: "La formazione l'ho già decisa. Con la rifinitura di questa sera ho risolto ogni dubbio. Domattina andrò dai ragazzi e riferirò i nomi di chi scenderà in campo". Totti sì, quindi. Non Del Piero, anche se ammette che la presenza di "Achille" non è strettamente legata a quella del romanista (Ettore?).
Capitolo Ghana. Lippi teme il caldo; oggi Hannover sembrava Palermo in agosto. Alle 20.30 il calore in tribuna era quasi insopportabile. Ma non teme la fisicità degli africani, perché ci sono altri aspetti che contano, come la qualità. Come dire che gli azzurri sotto questo aspetto forniscono ampie garanzie. Interessante la valutazione sul secondo impegno al Mondiale contro gli Stati Uniti. "Volete sapere se la gara con gli Usa dipende dal risultato di quella contro il Ghana? Certo che si, perché è la prima. Sarò chiaro: se domani perdiamo contro gli americani sarà difficilissimo, se pareggiamo sarà molto difficile, se vinciamo sarà difficile". I tifosi italiani, invece, pensano solo alla vittoria, anzi dopo le parole vogliono i fatti. Lippi garantisce per tutti. Ricorda che i suoi ragazzi hanno già regalato belle soddisfazioni, vedi Olanda (ad Amsterdam) e Germania.
"Questa squadra è incanalata a giocare un tipo di partite che piaceranno al pubblico - sostiene con convinzione -. Siamo convinti di offrire novanta minuti come quelli già visti tante volte. Non mi piace promettere trionfi, ma belle partite sì". Un'Italia brillante quindi, pronta anche ad affrontare il Brasile, che il c.t. preferirebbe incontrare possibilmente negli ottavi (incrociando le dita), "perché in quel turno possono essere sorpresi dal nostro gioco". E consiglia alla squadra di Parreira: "In questo caso, memore del 1982, sono convinto che il Brasile farebbe molto di più per non farsi sorprendere". E si congeda così: "Non farò come Giovanni Trapattoni; non andrò la sera prima della partita a confessare i giocatori. Amo la privacy. L'acqua santa? Un mio amico mi ha regalato del vino e mi ha detto di portarlo come portafortuna in Germania; si chiama 'Sia lodato'. Non sono cose che fanno per me. In buona parte l'ho bevuto". Ma la formazione? "Chiedetela ai giocatori, telefonategli", conclude.
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