Cominciano ad emergere alcuni verbali di interrogatori delle scorse settimane, tra cui quello di Luciano Moggi. "Sono stato massacrato da tutti. Sono stato indicato come capro espiatorio".
L'ex direttore generale della Juventus, inizia così - come emerge dal verbale redatto dai pm di Napoli - l'interrogatorio il 15 maggio negli uffici del nucleo operativo dei carabinieri di Roma. Moggi sostiene che il suo non è il vero potere. "Quando si parla di potere vero non si può prescindere dal valutare cosa vuol dire avere televisioni, moviole, trasmissioni televisive e non avere niente come la Juventus". Moggi va oltre. "Galliani in funzione di presidente di Lega dice: non ti preoccupare che ci penso io, che ti do una mano a prendere di più. E regolarmente si prende di più". Per l'ex dg della Juventus "conta di più questo potere, che oltretutto è conflittuale perchè Galliani è anche vice presidente del Milan".
Ma il suo ruolo, gli viene chiesto, non è stato determinante per la sua elezione a presidente della Lega? "Quante volte - risponde - ho sentito dire: l'ha fatto Moggi. E io non sapevo neppure di che si trattava". Moggi esclude anche un suo ruolo nella realizzazione di presunti dossier sui Della Valle e ribadisce: "Mi trovo a fare Calimero, nel senso che è brutto e nero perchè il più debole di tutti. Questa è la verità, adesso sto male per queste cose che credo di non meritare". Subito dopo una confessionè: "Non sono uno stinco di santo. Qualcosa ho fatto, di fronte allo strapotere tv contro la Juve abbiamo cercato di difenderci". Il processo di Biscardi, dove evidentemente Moggi riesce a far sentire la sua voce, "non è punibile perchè è un bar, dove si dice tutto e niente ha valore".
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