L'Italia ha cambiato marcia
Mancano solo i gol di Toni
Il rigore parato da Buffon è la linea di confine del cammino degli azzurri, rinati contro la Francia. Ora Donadoni può spiccare il volo se Luca riuscirà a concretizzare il suo gran lavoro. Ma ci sono da sostituire Pirlo e Gattuso
Siamo italiani. Con la storia del biscotto ci sentivamo già a casa. Invece, la Nazionale ha mantenuto le distanze da Berna e ha giocato la sua partita come se fosse davvero una finale. L'Olanda poi ci ha messo del suo inviandoci un messaggio chiaro e forte. Forse ha ragione Gattuso: "E' finito il tempo dei biscotti, nemmeno in Italia si fanno più, e poi all'Europeo una vittoria vale un milione e i soldi non fanno schifo a nessuno".
SI RIPARTE - Siamo ai quarti. Non c'è più aria di smobilitazione a Casa Azzurri dove oggi, alle 14, Roberto Donadoni è atteso per la conferenza stampa. Al diavolo le partenze anticipate, i presupposti di dimissioni e le rese dei conti. Oggi il commissario tecnico parlerà della Spagna che affronteremo domenica al Prater di Vienna. Conoscendolo eviterà trionfalismi, ma celerà a fatica il desiderio di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
BUFFON - Il vento è cambiato. Forse dal rigore di Mutu parato da Buffon, simbolo di continuità. Fatale e decisivo. E' probabilmente quella la linea di confine del cammino della Nazionale che, contro la Francia, è innegabile, è stata ripagata con gli interessi dagli attacchi della sfortuna, ma senza rubare nulla a nessuno. Anzi, meritandosi con una grande prestazione la qualificazione.
RICAMBI - Sarà purtroppo un'Italia-Spagna senza Gattuso e Pirlo, unica nota dolente di una notte perfetta. Ma Donadoni può contare su alternative di rara efficacia. Ricambi quasi naturali. Con De Rossi, punto di riferimento inamovibile, può contare su Aquilani e Ambrosini, due elementi che raramente deludono. E sarà, magari, la notte di Toni, intrappolato ancora dalla ruggine. Inquietante il confine che lo divide con la gioia del gol. Occasioni a grappoli, errori impossibili. Ma ci siamo e lui è il primo a esserne convinto: "Il gol è caldo, me lo sento". L'importante è cominciare.
fonte: www.gazzetta.it
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