Dida: "Milanisti tornerò grande"
Nelson Dida è tornato. Quello di prima, probabilmente più forte di prima nelle sue intenzioni e nei desideri maturati e consolidati dopo la lunga estate di cure (alla schiena) e lavoro. Ieri sera il portiere brasiliano è stato fra i protagonisti qui a Monaco della festa del calcio dedicata ai 90 anni di Nelson Mandela.
Asciutto, in grande forma, con i capelli ricci che mai si erano visti durante la sua lunga carriera milanista, Dida ha rilanciato il guanto della sfida a due amici-rivali: Abbiati e Kalac. Dida ha confermato che ha convinto l’ad Galliani, incontrato recentemente negli uffici di via Turati, a desistere dal concedergli una ricca buonuscita (5 milioni di euro a fronte di un biennale da 4 milioni di euro netti a stagione) per consentirgli di riconquistare il Milan, Ancelotti e i suoi tifosi.
Buongiorno Dida, come sta?
«Bene, mi sento in forma. Sono contento, sereno e, soprattutto, sono finalmente sono guarito».
Il mal di schiena non è più un incubo?
« No, mi sono curato molto bene in Brasile. Ho fatto un lungo e meticoloso lavoro di potenziamento che ha dato i suoi frutti».
Ma tutti i problemi erano solo di carattere fisico?
« Sì, non c’era niente di di strano, di diverso. Non stavo bene e si vedeva ».
Questa volta, però, Dida non partirà titolare.
«Quando mai lo sono stato all’inizio della stagione? E, soprattutto, non l’ho mai preteso. Per me è importante stare bene fisicamente».
Rivedremo in campo il super-portiere delle finali?
«Sì, penso di poter dare ancora molto proprio perché, oltre alla salute, ho ancora grande voglia ed entusiasmo».
Dida si sente alla pari di Kalac e Abbiati?
«Certo. Io parto per riconquistare il posto e la fiducia di tutti. Poi toccherà all’allenatore decidere i ruoli».
La concorrenza quest’anno appare più robusta, più ruvida. Forse sarà necessario fare addirittura un doppio sorpasso.
« Io non temo la concorrenza. Qui al Milan c’è sempre stato grande rispetto, penso che l’unica riposta valida venga data dal campo. Io sono sicuro di questo, ho voglia di rimettermi in gioco».
E’ vero che è andato in sede a parlare con Galliani e ha chiesto di restare, rifiutando una ricca buonuscita?
«Certo. Confermo tutto. Io mi sento in debito con questa società e con i miei compagni. Non avrei mai accettato di andarmene dal Milan dopo un finale di stagione come quella appena conclusa».
L’ad rososnero ha svelato questo retroscena in diretta televisiva: è apparso quasi commosso per la perseveranza del suo portiere preferito.
«Lo ringrazio. Ho voluto fargli un discorso sincero, con il cuore. Volevo convincerlo a tutti i costi».
Maldini, Seedorf, Kakà, tutti i milanisti hanno avuto sempre parole di elogi, fiducia, speranza e conforto nei confronti di Dida.
«E’vero. Devo ringraziarli perché mi sono sempre stati vicini e hanno avuto fiducia in me. Anche perché mi vedevano negli allenamenti, sapevano che cercavo di dare sempre il meglio».
corrieredellosport
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