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  14/07/2008 - INTERVISTA AL PORTIERE BRASILIANO


Dida: "Milanisti tornerò grande"

Nelson Dida è tornato. Quello di prima, probabilmente più forte di prima nelle sue intenzioni e nei desideri maturati e consolidati dopo la lunga estate di cure (alla schiena) e la­voro. Ieri sera il portiere brasiliano è stato fra i protagonisti qui a Monaco della festa del calcio dedicata ai 90 anni di Nelson Mandela.
Asciutto, in grande for­ma, con i capelli ricci che mai si erano visti durante la sua lunga carriera milanista, Dida ha rilanciato il guanto della sfida a due amici-rivali: Abbiati e Kalac. Dida ha confermato che ha con­vinto l’ad Galliani, incontrato recente­mente negli uffici di via Turati, a desi­stere dal concedergli una ricca buonu­scita (5 milioni di euro a fronte di un biennale da 4 milioni di euro netti a stagione) per consentirgli di riconqui­stare il Milan, Ancelotti e i suoi tifosi.
Buongiorno Dida, come sta?
«Bene, mi sento in forma. Sono con­tento, sereno e, soprattutto, sono final­mente sono guarito».
Il mal di schiena non è più un incu­bo?
« No, mi sono curato molto bene in Brasile. Ho fatto un lun­go e meticoloso lavoro di potenziamento che ha dato i suoi frutti».

Ma tutti i problemi erano solo di carattere fisico?

« Sì, non c’era niente di di strano, di diverso. Non stavo bene e si ve­deva ».
Questa volta, però, Dida non partirà titolare.
«Quando mai lo sono stato all’inizio della stagione? E, soprattutto, non l’ho mai preteso. Per me è importante sta­re bene fisicamente».

Rivedremo in campo il super-portie­re delle finali?
«Sì, penso di poter dare ancora mol­to proprio perché, oltre alla salute, ho ancora grande voglia ed entusiasmo».

Dida si sente alla pari di Kalac e Ab­biati?

«Certo. Io parto per riconquistare il posto e la fiducia di tutti. Poi toccherà all’allenatore decidere i ruoli».

La concorrenza que­st’anno appare più ro­busta, più ruvida. Forse sarà necessario fare ad­dirittura un doppio sor­passo.

« Io non temo la con­correnza. Qui al Milan c’è sempre stato grande rispetto, pen­so che l’unica riposta valida venga da­ta dal campo. Io sono sicuro di questo, ho voglia di rimettermi in gioco».

E’ vero che è andato in sede a parla­re con Galliani e ha chiesto di restare, rifiutando una ricca buonuscita?

«Certo. Confermo tutto. Io mi sento in debito con questa società e con i miei compagni. Non avrei mai accet­tato di andarmene dal Milan dopo un finale di stagione come quella appena conclusa».

L’ad rososnero ha svelato questo re­troscena in diretta televisiva: è appar­so quasi commosso per la perseveran­za del suo portiere pre­ferito.

«Lo ringrazio. Ho vo­luto fargli un discorso sincero, con il cuore. Volevo convincerlo a tutti i costi».

Maldini, Seedorf, Ka­kà, tutti i milanisti han­no avuto sempre parole di elogi, fiducia, speranza e conforto nei confronti di Dida.
«E’vero. Devo ringraziarli perché mi sono sempre stati vicini e hanno avuto fiducia in me. Anche perché mi vede­vano negli allenamenti, sapevano che cercavo di dare sempre il meglio».

corrieredellosport