Il giorno X è arrivato. Le sentenze più attese della storia del calcio saranno rese note in serata. I verdetti della Corte di appello federale, per illecito sportivo, interessano quattro società (Juve, Milan, Fiorentina e Lazio) e 25 tesserati. Lo ha confermato la Figc in un comunicato precisando che la sentenza sarà letta dal presidente della Caf Cesare Ruperto a Roma presso l'hotel Parco dei Principi, vista l'indisponibilità delle strutture dello stadio Olimpico dove si è svolto il dibattimento.
La Figc precisa che l"accesso alla stampa accreditata e in possesso dei 'passi' rilasciati dalla Figc all'apertura del processo, sarà autorizzato a partire dalle ore 19. Come per il dibattimento anche per la sentenza non sono consentite trasmissione radio-televisive in diretta.
Il collegio giudicante probabilmente, come ai processi veri, si alzerà in piedi e spingerà nel baratro quattro club e 25 tra dirigenti e arbitri finiti alla sbarra: e se non sarà inferno, almeno purgatorio sì perché sarà difficile che gli incolpati se la cavino con una pacca sulla spalla. Retrocessione in B che incombe, anche se con diverse sfumature, per le società coinvolte. Squalifiche quasi certe per presidenti di società e arbitri. Ruperto però dovrà lasciare quella che nelle ultime due settimane è stata la sua seconda casa, quella stanza nel cuore dell'Olimpico in cui ha letto e riletto memorie, interrogatori, risentito le telefonate dello scandalo. Già perché le sentenze verranno fatte conoscere in un hotel della Capitale, a due passi dalla Figc.
Così alla fine ha deciso il commissario della Figc, Guido Rossi che dopo una mattina di lavoro ha lasciato Roma, dicendo però che non aveva molti dubbi. "Decido io, si saprà tutto domani (oggi, ndr)" aveva detto prima di infilarsi in auto. Qualche dettaglio, prima di sciogliere le ultime riserve anche sulla location (sarebbe stato problematico farlo allo stadio, visto che stasera è in programma la terza tappa della Golden League di atletica leggera). Insomma il processo al calcio è alla prima svolta importante.
Le sentenze non sono ancora arrivate, ma le polemiche preventive sono già scoppiate. A innescare la miccia è stato Silvio Berlusconi, che ha accusato il processo, le sue modalità e ha già detto che non si possono punire i club. "Non accetteremmo sanzioni alle squadre" ha tuonato il leader di Forza Italia, che dice però di non parlare solo perché nel polverone è finito anche il suo Milan. Da punire, secondo l'ex premier, sono i singoli che se hanno sbagliato devono pagare. Per Berlusconi il campionato di A deve partire così come è, in attesa che si faccia luce completa sulla vicenda. Rossi però alla Camera ieri aveva affrescato un quadro allarmante fatto di "illeciti gravissimi e diffusi". Ieri ha preferito snobbare le esternazioni del Cavaliere. "Berlusconi? Non mi interessa quello che dice, io faccio una altro mestiere" la battuta lapidaria del commissario.
Ci tiene invece a dire la sua sul tema Francesco Saverio Borrelli, la cui nomina a capo dell'ufficio indagini non era piaciuta a molti dell'attuale opposizione e vicini all'area politica di Berlusconi. "Non mi aspettavo che Berlusconi potesse applaudire a una cosa che stavo facendo - ha detto l'ex capo di Mani Pulite, al lavoro a Roma per le audizioni legate al maxiscandalo - Anche se mi accendo una sigaretta Berlusconi pensa che lo faccia contro Forza Italia o contro il Milan".
Alla vigilia delle sentenze il clima è già rovente. Molti degli incolpati dovranno ritirare i dispositivi delle sentenze per presentare poi il ricorso alla Corte federale: tre giorni per fare l'appello, anche se, almeno per l'Uefa, già le sentenze di primo grado possono bastare per fare la griglia delle coppe. Ma le difese sono già pronte a dare battaglia: quelli che verranno condannati faranno ricorso e non solo in sede sportiva. Tutti, o quasi, guardano già al Tar, nonostante la minaccia di uscire dalle competizioni sportive. Ma quelli che non hanno più molto da perdere le proveranno tutte.
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