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  17/09/2008 - CHAMPIONS: LIONE-FIORENTINA


Sfida Benzema-Gilardino

Raccontano che alla vigilia della partita col Metz, Paul Le Guen, uno dei costruttori del fe­nomeno-Olympique, chiamò quel ragazzino in una stanzetta dello stadio Gerland e gli disse che l’indo­mani sarebbe toccato a lui. Raccontano che Karim Benzema, allora non ancora maggio­renne, chiamò a Bron, nella banlie­ue di Lione 2, per dare la notizia al­la sua gente. La famiglia Benzema fece festa. Una festa rumorosa, per­ché Karim ha otto fratelli e sorelle e tutti aspettavano quel giorno. Li ha strappati alla fame a suon di gol. La storia di Alberto Gilardino è molto diversa ed appartiene alla quieta e ricca provincia italiana. Non ha mai sofferto la fame (sem­mai la fama) e ha sempre avuto un carattere molto (troppo) tranquillo.

Ma hanno molto altro in comune. Il gol. Il senso del gol. Benzema ha co­minciato subito a segnare, come Gi­lardino. Con una differenza, però, una differenza sostanziale: il france­se segna di più in Champions. Sono 7 gol in 11 par­tite, una media che Gila sogna perché lui di reti in Champions ne ha fatte solo 5 in 30 partite. E’ sempre stato il suo problema al Milan. Arrivava la Coppa e Gila cominciava a preoccuparsi, poi si in­cupiva, infine si perdeva. Dicevano di lui a Milanel­lo: «Se avesse un decimo della cattiveria di Inza­ghi, sarebbe il più grande centravanti del mondo» . Forse è un caso, ma a Firenze, alla prima partita di Champions, anzi, alla partita decisiva per giocare in Champions, Gilardino ha lasciato il segno con la rete del 2-0 contro lo Slavia Praga. Anche per quel colpo di testa, da attaccante cattivo, la Fiorentina è arrivata a questa vigilia. L’altro lo chiamano BigBenz, o anche il Rooney di Lione, lo paragonano a Trezeguet che del giova­nissimo Karim dice: «E’ vero, ricorda me da giova­ne, è impressionante, ma per maturare dovrà im­porsi altrove: la Ligue 1 è ideale per mettersi in mostra, però il top è altrove» . Solo che Aulas, il pre­sidente di questo fenomeno chiamato Lione, ha fis­sato per Karim una cifra assurda: «Chi lo vuole, si presenti in sede con 60 milioni di euro» . E, per ri­pararsi da ogni sorpresa, gli ha fatto firmare un contratto fino al 2012.

Fonte: Corrieredellosport.it