Fiorentina, ci pensa Gila
Fosse stata senza ombre (le limitazioni per l'ordine pubblico), sarebbe stata proprio una festa. Perché si è giocato a viso aperto tra Fiorentina e Bologna, con i viola che alla fine l'hanno spuntata grazie a una personalità che i rossoblù devono evidentemente ancora costruire: ma è settembre, c'è tutto il tempo.
BOTTA E RISPOSTA - Se dà fastidio chiamarlo derby, ci si può adeguare. Ma la tradizionale sfida dell'Appennino è piacevole, e mostra da subito che le due squadre se la vogliono giocare. E' chiaro che la Fiorentina, da squadra ospitante nonché da compagine di Champions che in settimana si è accorta di potersela giocare con tutti, conduce le operazioni. Ma il Bologna non rinuncia a creare brividi: prova ne siano le incursioni dei vari Di Vaio e Marazzina, e soprattutto il palo di Volpi su tiro dalla distanza che crea brividi sulla schiena in campo come sugli spalti. Ma l'impegno e la voglia dei viola sono palpabili e alla fine trovano concretezza: prima Santana "restituisce" il palo agli avversari, poi è ancora il "chitarrista" argentino a liberarsi sulla destra per il bel cross da destra su cui Gila trova la deviazione giusta di testa. E l'1-0 su cui si va al riposo è probabilmente legittimo.
LA RIPRESA - Si ricomincia con una Fiorentina più convinta dei suoi mezzi e che quindi prova a chiudere la partita. Dall'altra parte c'è però una squadra di grande sapienza tattica, in grado di produrre pericoli con le sue bocche da fuoco esattamente come con i suoi uomini di esperienza: non a caso una vecchia volpe come l'anziano Volpi a impensierire più degli altri Frey. Ma tra i viola continua a vedersi voglia ed entuisiasmo. Sull'asse Kuzmanovic-Jovetic-Santana-Gila si continuano a costruire palle-gol: con il serbo che addirittura ci prova di testa, mentre l'argentino spreca una palla d'oro costruita tenacemente dall'azzurro. Ma si vede che al Bologna manca ancora qualcosa, mentre i viola ce l'hanno se non altro per quello che sprecano.
Pier Luigi Todisco - Gazzetta.it
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