"Inter, puoi battere la Roma.."
José Mourinho la pensa come Paolo Maldini e come il difensore rossonero, nell'intervista pubblicata dal Corriere dello Sport-Stadio, anche lui non dà eccessiva importanza al pallone d'oro. «Ho letto le sue dichiarazioni - ha commentato lo Special One - e le sottoscrivo in pieno. Come lui non cambierei una Coppa o uno scudetto vinto con il pallone d'oro. Maldini, però, per la sua carriera un premio del genere lo meriterebbe. Per un allenatore avere in squadra un calciatore del genere è eccezionale perché ha la mentalità di cui un tecnico ha bisogno. Con uno come Maldini nel tuo spogliatoio il 50% del lavoro di un allenatore è fatto perché influenza positivamente il gruppo». Insomma per Mourinho i premi individuali passano in secondo piano: «Volete sapere se tengo alla panchina d'oro? Un riconoscimento simile l'ho già ottenuto in Portogallo, in Inghilterra e da parte dell'Uefa. ma quei premi adesso sono nella mia casa in Portogallo e comunque non rispecchiano il lavoro di tutto il mio staff e delle mie squadre perché sono premi alla singola persona e non al lavoro collettivo».
ROMA INTER - Eccoci a Roma-Inter di domani sera: «Paura? Che cos'è la paura? Non conosco il significato della parola "paura". Quella con la Roma è una gara che possiamo vincere e su questi non ho dubbi, ma avremo di fronte un'avversaria forte che gioca in casa, è a -6 e di certo non vuole andare a -9». Sbancando l'Olimpico l'Inter potrebbe andare in fuga come successo nelle ultime due stagioni quando ha battuto a domicilio i giallorossi. «Un successo sarebbe sicuramente importante ma, anche se qualcuno lo dimentica, in carriera ho vinto quattro campionati e perciò so come si fa a vincerli. È importante non tanto vincere i derby o big match ma non perdere punti nelle partite stupide, quelle che si devono vincere per forza. Il mio obiettivo, è vincere a Roma, ma soprattutto vicnere a fine stagione».
LE POLEMICHE - Poca voglia di fare polemica nonostante qualcuno gli abbia fatto notare che in Italia Mourinho non è amato: «Questo è ovvio lo vedono tutti, ma per me non è una grande problema. La mia vita i miei obiettivi e la mia gioia di essere in questo club rimangono uguali anche se so che per qualcuno non dovrei essere qua».
SULLA ROMA - Finale con i complimenti per la Roma e Spalletti. «Di Spalletti non devo essere io a parlare perché è un grande tecnico e lo ha dimostrato. Il suo lavoro parla da solo. La Roma? Qyando ero al Chelsea a volte la guardavo: esprime calcio di qualità e cerca di dare ragione a chi dice che si può vincere giocando bene. È una squadra che mi piace».
SUL RITORNO DI TOTTI - Tornerà Totti: «Non conosco la sua situazione, se ritorna è benvenuto perché il calcio ha bisogno dei migliori giocatori, per lo spettacolo».
(corrieredellosport.it)
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