Rossi frena sul tridente.
Ci sarebbe una premessa fondamentale che nel mondo della Lazio viene trascurata. Mourinho all’Inter lascia in panchina Adriano, Balotelli, Mancini e Cruz, per non parlare di Crespo e Jimenez, confinati alla tribuna. Nel Milan fanno la fila a turno Filippo Inzaghi e Borriello, Pato e Shevchenko, magari anche Ronaldinho. Con l’esplosione di Gilardino, Prandelli ha fatto diventare Pazzini una riserva. A Napoli si contendono un posto Zalayeta e Denis. Senza trascurare la Juve: Amauri ha trovato spazio quando Trezeguet è finito all’ospedale. Perché a Formello e dintorni si scatena il panico se Rossi può scegliere tra Zarate, Rocchi, Foggia e Pandev? Inspiegabile, eppure il problema è meglio averlo. Significa essere cresciuti, riducendo le distanze dalle grandi.
DOMENICA C'È IL NAPOLI - Al progetto tridente la Lazio sta pensando da tempo. Rossi ci lavorerà sul campo, lo testerà. E troverà gli equilibri necessari per sostenerlo. «Io sono pronto, ma dipende dallo spirito di sacrificio di tutti» ha ricordato domenica negli spogliatoi del Dall’Ara. Una cosa è certa: la Lazio giocherà con Rocchi, Pandev e Zarate dal primo minuto quando tutti e tre avranno la miglior condizione atletica. E il capitano biancoceleste, rientrato con gol a Bologna, non è ancora al top. Questo spiega perché nel secondo tempo è entrato al posto, e non al fianco, di Zarate. Ma non è l’unica motivazione. «I problemi arrivavano dal centrocampo. Con l’albero di Natale, i due attaccanti esterni devono aiutare. Foggia e Pandev, quel lavoro, sanno farlo meglio di Zarate» ha raccontato Rossi.
(corrieredellosport.it)
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