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  03/11/2008 - NAZIONALE


Lippi congela Del Piero e aspetta Amauri

Per Alessandro Del Piero la Nazionale è congelata. Niente azzurro per il capitano della Juventus, nemmeno davanti a punizioni come quella che ha messo al tappeto la Roma. «Lui starà un po' a casa- ha spiegato Marcello Lippi ai microfoni di Sky- È un giocatore del quale si conosce tutto e io invece voglio rinnovare un po' questa squadra, scoprire gente nuova. Poi, quando verrà il momento, giocatori come lui verranno nel caso presi in considerazione».

CASSANO? COME TANTI ALTRI - Discorso diverso per Antonio Cassano. «Perchè Del Piero è diverso da Cassano, ha 34 anni e ha fatto una carriera straordinaria. Cassano invece è come altri calciatori di serie A: mi piace sempre dire che tutti i calciatori dai 18 ai 40 anni devono sognare la nazionale e non si devono arrabbiare se una volta, due volte, cinque volte, non vengono convocati. Evidentemente, chi fa le convocazioni ha delle idee diverse in testa».

AMAURI: ASPETTO IL PASSAPORTO - Dunga lo ha nuovamente ignorato. Lippi invece lo aspetta. O meglio, aspetta che Amauri prenda il passaporto italiano per poi, casomai, convocarlo in azzurro. «Ho parlato solo una volta con Amauri- ha ripetuto il ct della Nazionale a Sky- e gli ho detto che nel momento in cui sarà italiano, e solo in quel momento, io prenderò in considerazione la possibilità di chiamarlo».

LE SQUADRE IN ALTO HANNO TANTI ITALIANI - Lippi è contento delle grandi sorprese di questo campionato, vera espressione della forza del calcio italiano: «Mi piace l’espressione di calcio delle squadre medio-alte, che adesso sono alte, ma che all’inizio erano considerate medio-alte, perché, probabilmente, è la vera espressione del calcio italiano. L’Atalanta, il Genoa, il Catania, nella prima parte, l’Udinese, il Napoli, hanno si alcuni giocatori stranieri, ma hanno, innanzitutto, allenatori italiani e, prevalentemente, calciatori italiani, ed esprimono un calcio che è fatto di grande organizzazione, di grande entusiasmo e, anche, di un calcio spettacolare. Perciò, è la cosa che mi piace di più. Abbiamo sempre detto che la vera espressione del calcio di una nazione è la nazionale, ovviamente. Però, in queste squadre si riesce a cogliere l’espressione del calcio italiano, che è fatto, contrariamente a quanto pensano in tanti altri posti d’Europa, di grande qualità, grande organizzazione e grandi allenatori».

UDINESE FUCINA DI TALENTI, MA TENGO D'OCCHIO TUTTI - «Oltre a Di Natale, Pepe e Quagliarella l'Udinese ha anche altri giocatori, D’Agostino, Ferronetti, così come ci sono altri giocatori in giro come Galloppa del Siena, Palladino del Genoa, Esposito del Lecce, Biagianti del Catania. Ci sono giovani interessanti e tanti altri ancora. L’Udinese ha un reparto d’attacco che, credo, hanno poche squadre al mondo, così completo e così forte».

IL MILAN IN TESTA NON È UNA SORPRESA - Per il ct la leadership del Milan può essere duratura: «Penso proprio di sì. Erano tanti i motivi che facevano pensare che il Milan quest'anno si sarebbe dedicato, non al cento per cento, ma in grandissima percentuale al campionato. Era una cosa che, oramai, era stata dichiarata da tutti: l'obiettivo numero uno era il campionato. Perciò, il Milan andrà fino in fondo, il Milan vuole ritornare fortemente in Champions League e vuole riprendere fortemente le posizioni di classifica, anche in campionato, che non gli appartenevano, ormai, da tre o quattro anni, perchè si dedicava solo ed esclusivamente alla Champions League».

BALOTELLI? NIENTE FRETTA - A Balotelli il ct non vuole mettere pressione «Perchè c'è già chi ci pensa a mettergliene tanta. Credo che per prima cosa, un calciatore giovane come lui deve trovare un rapporto di grande sintonia con il proprio club e il proprio allenatore. È un giocatore che adesso sorprende per le qualità che ha in funzione dell'età che ha. Nel frattempo, lui farà l'esperienza necessaria internazionale con la sua squadra di club per prima, e, magari, con l'Under 21».

(corrieredellosport.it)