Toscano a scuola di Spalletti
Volere è potere. Lo slogan di qualche decennio fa è ancora attuale a Cosenza. Un’intera città sogna e crede nella promozione in Prima Divisione. Una squadra sospinta dai tifosi, guidata da un allenatore che l’anno scorso ha stravinto il campionato di serie D e quest’anno domina il girone C della Seconda Divisione. Domenico, Mimmo, Toscano, uno dei tecnici più giovani della categoria (classe ’71), da quando è sulla panchina del Cosenza ha già messo in fila 129 punti (80 in D, 49 finora in Lega Pro). Un record. Un vincente si direbbe che però si sente solo all’inizio. «Il mio obiettivo è soltanto quello, con il passare delle settimane, di avere sempre meno dubbi».
VOGLIA DI CONFRONTO - Per questo studia con i grandi. Nasce da questa sua voglia di confronto e di crescita l’incontro con Luciano Spalletti a Trigoria. «Era da tempo che speravo di poterlo incontrare. Mi ha fatto una grandissima impressione». Vedere il tecnico toscano che guida i calciatori della Roma « è stato utilissimo - spiega Toscano - perché ho capito che prima di parlare di schemi e tattica, bisogna imparare a parlare con i calciatori per riuscire a gestire il gruppo. Solo riuscendo a mantenere equilibrio, un allenatore può riuscire a far filtrare le proprie idee».
IDEE - Ecco le idee appunto. «Oggi il calcio non permette più di avere giocatori che si dedichino soltanto a un fase. Il trequartista deve essere anche un calciatore di quantità. Perrotta, Stankovic, Cossu lo dimostrano. Anche con il Cosenza cerco di fare lo stesso lavoro. L’innesto di Mortelliti (quattro gol in quattro partite disputate con la maglia rossoblù) è stato fondamentale. Lui è un giocatore offensivo atipico. Può giocare anche esterno e dà una mano in fase di copertura».
Michele Marchetti - Corrieredellosport.it
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