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  07/02/2009 - CALCIO MERCATO

Dentinho aspetta la Juve

La Juventus sta continuando a cercare sul mercato l’erede di Pavel Nedved. Le attenzioni della società di Cobolli Gigli si sono concentrate sul brasiliano Bruno Ferreira Bonfim, in arte Dentinho, 20 anni, patrimonio del Corinthians e pilastro della nazionale under 20, diretta dal selezionatore Rogerio Lourenço, uno degli assistenti del ct Carlos Dunga. Nel Sudamericano di categoria, organizzato in questi giorni dal Venezuela, Dentinho sta dominando la scena con il fantasista Douglas Costa (Gremio) e gli attaccanti Walter (Internacional di Porto Alegre) e Alan Kardec (Vasco da Gama). Ronaldo l’ha messo sul podio e l’ha definito «in questo momento come la più grande promessa del calcio verdeoro».

Eccellente controllo del pallone, scatto, capacità di inserimento, ambidestro, può fare la seconda punta e muoversi sulla fascia sinistra in un 4-4-2. Cerca con insistenza la profondità, è abile a proporsi nello spazio ed è rapidissimo nei cambi di direzione. Dentinho si è rivelato decisivo per il ritorno in serie A del Corinthians, che nel 2007 (dopo l’1-1 con il Gremio) era retrocesso per la prima volta nella sua storia: nella scorsa stagione ha segnato 24 gol, trascinando la squadra paulista insieme con il trequartista Lulinha, classe ’90.

Da due anni ha scoperto il professionismo: a spalancargli le porte della prima squadra era stato l’allenatore Paulo Cesar Carpeggiani, ex mediano dell’Internacional di Porto Alegre e del Flamengo. Prima il battesimo contro il Palmeiras, poi il primo gol nella sfida di campionato con la Fluminense (7 luglio 2007). Un ottimo biglietto di presentazione: un inserimento agevole, un impatto morbido. Carpeggiani lo scoprì nella Primavera e lo lanciò nella mischia senza remore.

La ricostruzione del Corinthians e la crescita di Dentinho portano comunque la firma di Luiz Antonio Mano Menezes, 43 anni, ex allenatore del Guaranì e del Gremio: è stato lui a progettare il rilancio del club e a conquistare la promozione (85 punti, 25 vittorie, 10 pareggi e soltanto 3 sconfitte). Dentinho è diventato subito titolare: attaccante di fascia o esterno di centrocampo, in base alle esigenze. Risposte sempre convincenti che hanno scatenato l’interesse della Juventus (è stato Renzo Castagnini, capo degli osservatori bianconeri, a presentare una dettagliata relazione sul brasiliano), ma anche del Real Madrid, del Barcellona e dell’Arsenal: Arséne Wenger ha provato già in estate a convincere il Corinthians a lasciarlo partire.

Nonostante l’arrivo di Ronaldo, che sta progettando nel Corinthians il suo ritorno in campo, Dentinho rappresenta con Lulinha il volto nuovo e sfrontato del club paulista, pronto a ritagliarsi un ruolo di spicco nel prossimo Brasilerao 2009. Dentinho usa soprattutto il destro, ma sa accarezzare il pallone anche con il sinistro: quando parte largo sulla fascia, riesce a garantire una spinta costante. Ha un dribbling che piace, ma in campo sa essere concreto: punta l’area di rigore, lancia gli attaccanti con tocchi rapidissimi, prova la conclusione da fuori area. Fisico compatto (un metro e 75 per 70 chili di peso), ha una muscolatura elastica e ampi margini di progresso. Ha la tecnica raffinata dei brasiliani, però non cerca lo spettacolo con insistenza: corre e rispetta i compiti a livello tattico, salta l’uomo senza strafare.

Indossa la maglia numero 31 del Corinthians e il suo procuratore è Mariano Grimaldi, lo stesso che ha fatto da regista al trasferimento di Amauri alla Juventus. Il suo cartellino vale dieci milioni di euro e la società bianconera è attratta dalla possibilità di investire su questo brasiliano, che viene descritto come un ragazzo molto disciplinato anche lontano dal campo. Serietà, applicazione, corsa, la facilità di interpretare il ruolo di seconda punta e nello stesso tempo di adattarsi alla posizione di esterno di centrocampo. Nel 2008 ha sfiorato la conquista della Coppa del Brasile: il Corinthians ha vinto contro lo Sport Recife la finale d’andata per 3-1 (Dentinho ha segnato un gol), ma nella gara di ritorno si è arreso (2-0) alle reti di Carlinhos Bala e Luciano Henrique.

Dentinho gioca in maniera disinvolta, ha personalità, si muove con sicurezza e riesce a disimpegnarsi sempre con freddezza e lucidità. E’ un prodotto del settore giovanile del Corinthians: da bambino non fu preso dal Sao Paulo a causa del suo fisico, ritenuto all’epoca un po’ fragile. Dopo quel rifiuto fu provato e promosso dai dirigenti del Corinthians: così è entrato a “Parque Sao Jorge”, stadio e sede del club paulista.

Il papà è assicuratore e la mamma è infermiera. Dentinho e i suoi genitori appartengono all’associazione religiosa “Liga das Senhoras Catolicas”, impegnata nel campo del volontariato e in diverse iniziative di beneficenza. Dentinho si è consacrato in un anno e mezzo. Nella scorsa stagione ha fatto la differenza in serie B: il Corinthians ha chiuso il torneo al primo posto con diciassette punti di vantaggio sul Santo Andrè, arrivato secondo. Nella sua breve esperienza da professionista ha lavorato anche con altro allenatore, Nelsinho Batista, chiamato sulla panchina del Corinthians dopo la partenza di Carpeggiani e prima dell’arrivo di Mano Menezes. Dentinho è entrato nei piani della Juve, che però deve fare attenzione alle mosse dell’Arsenal, del Real Madrid e del Barcellona. La società blaugrana ha impostato da tempo le sue strategie intorno ai giovani: Messi e Bojan sono stati pescati in tenerissima età. Il presidente del Corinthians, Andres Sanches, ha intenzione comunque di blindare il suo talento, che ha un contratto fino al 2012 e sogna di essere uno dei protagonisti del Mondiale del 2014.


Stefano Chioffi - Corrieredellosport.it